“Non creiamo un caso Bindocci, il suo mandato era scaduto”

LUCCA – “Facciamo chiarezza: non sono stato sfiduciato, mi sono dimesso dalla Filcams il 23 giugno scorso dopo aver tentato di gestire una categoria difficile”.  La nota stampa è a firma di Umberto Marchi: “Sapevo dall’inizio che il direttivo della Filcams era esigente e di difficile gestione, mi sono messo a disposizione delle strutture superiori con l’intento di riuscire a guidarlo in maniera chiara e netta, purtroppo è stato impossibile, ho retto 13 mesi ma la situazione era insostenibile e quindi con grande senso di responsabilità, attaccamento alla CGIL e alla stessa categoria e per rispetto dei lavoratori che rappresentiamo e che sono la cosa primaria e risorsa importante in una struttura sindacale, ho deciso di dimettermi dal ruolo di segretario generale inviando le comunicazioni secondo statuto, al fine di una pronta ripartenza condivisa con le strutture superiori così come prevedono i nostri regolamenti. Il 6 agosto scorso nel mio ultimo direttivo da segretario dimissionario della Filcams, alla presenza delle strutture superiori regionali e nazionali e della Cgil di Lucca, ho confermato nella mia relazione le dimissioni. A quel punto le strutture superiori per sostenere un percorso politico/sindacale di riorganizzazione della categoria, hanno avanzato alcune proposte che portavano a una reggenza della categoria fino all’accorpamento dei territori di Lucca e Massa Carrara da un funzionario regionale, ma la decisione del gruppo dirigente è stata quella di andare contro quanto proposto, esprimendo un dissenso, portando la Filcams a seguire logiche interne e alla elezione immediata del nuovo segretario Gullà. Quindi non vi è alcuna sfiducia, ma solo senso di responsabilità. Poiché provengo e sono della Filcams, voglio provare, anche se spettava al nuovo segretario Filcams, fare chiarezza su Bindocci che mi sembra si stia cercando di farlo passare come vittima. Bindocci come tutti e per le regole Cgil, può fare come segretario generale 8 anni, da lui ampiamente fatti e terminati. Nel 2014, a Bindocci fu concesso un’altro anno a libro paga Filcams, pur lavorando per la Cgil, con l’incarico di “responsabile” Cgil Versilia, il numero uno dichiarato da alcuni, è un’altra cosa. La proroga scadeva nel giugno scorso e lui ancora oggi è a libro paga Filcams. Se è vero quindi che ha ricevuto lettera di termine mandato, dato a me sconosciuto, credo abbiano solo applicato le regole, montare quindi un caso Bindocci, non serve a niente e a nessuno, le regole – conclude Marchi –  sono passate nei vari congressi e sono fatte per essere applicate, non per essere commentate ulteriormente e a piacimento”.

“In questi giorni si rincorrono all’impazzata le voci sull’allontanamento di Massimiliano Bindocci dalla camera del Lavoro di Viareggio. Fra le tante voci solidali si leva, un po’ stonata, anche la voce di Umberto Marchi, questa volta a discredito anche se a suo dire volta a far chiarezza, cosa di cui gli sono grato”, controbatte Andrea Dini del Comitato Direttivo Filcams Lucca: “Tuttavia mi chiedo perché proprio lui, un semplice funzionario a libro paga Filcams, e non direttamente la Segreteria Confederale provinciale CGIL, di cui fa parte la sua compagna di vita. La domanda è ancor più pertinente se teniamo conto che la decisione di revocare a Bindocci il suo incarico deve essere passata, per statuto, proprio dalla segreteria di Franco Chiriaco. Marchi, peraltro, non si ferma qui. Prodigo di ragguagli ci tiene a far sapere di non essere stato sfiduciato e di essersi dimesso, per sommo senso di responsabilità, dalla carica di Segretario Generale Filcams-Lucca, il 23 giugno scorso. Una categoria “di difficile gestione”, per usare le sue stesse parole, che ha inteso bene governare evitando di convocare il Comitato Direttivo per ben sei mesi di seguito.
La verità è che la sua candidatura fu mal digerita sin dall’inizio, perché “fortemente proposta” dai centri regolatori. Dopo 13 mesi di agonia, i lavoratori che compongono il Comitato Direttivo (il gruppo dirigente di cui parla Marchi) ha inteso sostituirlo con Valentina Gullà, non prima di aver inviato a mezzo raccomandata, dall’ufficio postale di Camaiore, il 22 giugno scorso fra le 16:45 e le 16:47, proprio la mozione di sfiducia nei suoi confronti, firmata da ben 27 componenti il Comitato Direttivo. Ma su un punto Marchi ha ragione: ci sono delle regole e vanno rispettate. E se è vero che Bindocci ha ormai esaurito gli otto anni a sua disposizione in Filcams come Segretario Provinciale di Lucca, è altrettanto vero che ciò non impone la sua cacciata dalla CGIL, tanto meno nulla osta al fatto che possa ricoprire l’attuale incarico alla Camera del Lavoro di Viareggio nei prossimi anni, tranne la volontà contraria della stessa CGIL. Per concludere voglio ringraziare Umberto Marchi per il suo lodevole tentativo di fare chiarezza e, al contempo, gli chiedo di intercedere, per tutti quanti hanno a cuore il futuro di Massimiliano Bindocci, presso la Segreteria di Franco Chiriaco, affinché si esprima sciogliendo ogni dubbio circa il suo presunto allontanamento, magari spiegandocene non tanto le modalità quanto le ragioni, poiché sono queste ad essere oscure”.

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