“La parola adesso spetta al popolo”. Con queste parole il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha rilanciato da Grosseto il tema della riforma della giustizia durante un’iniziativa a sostegno del Sì al referendum.
Secondo il ministro, la riforma consentirà di mantenere l’indipendenza della magistratura introducendo allo stesso tempo una separazione più netta tra funzioni giudicanti e requirenti.
“Abbiamo mantenuto l’assoluta indipendenza della magistratura e il fatto che il pubblico ministero disponga della polizia giudiziaria – ha spiegato Nordio – ma con questa riforma introduciamo il principio che non possano più appartenere alla stessa famiglia”.
Il ministro ha ricordato come una separazione più chiara tra magistratura giudicante e requirente fosse stata auspicata già in passato, ma non fosse stata realizzata perché richiedeva una modifica costituzionale.
Nordio ha poi commentato lo sciopero annunciato dall’Associazione nazionale magistrati: “L’Anm ha risposto con uno sciopero senza se e senza ma. Ora però le condizioni ci sono e la parola spetta ai cittadini”.
Nel suo intervento il ministro ha sottolineato anche l’obiettivo di responsabilizzare maggiormente i magistrati attraverso la riforma. “Ci sono casi in cui le sentenze vengono depositate dopo quattro o cinque anni o persone restano in carcere senza che nessuno risponda – ha affermato –. Con l’alta corte i magistrati saranno responsabilizzati anche nel rendere più veloce l’iter dei processi”.
Nordio ha poi annunciato interventi per rafforzare gli organici della giustizia. “Entro la fine dell’anno colmeremo l’organico dei magistrati. Sono stati banditi cinque concorsi e due sono già conclusi. Stiamo intervenendo come mai nessun governo ha fatto per velocizzare i processi”.
Tra le misure citate dal ministro anche la stabilizzazione del personale degli uffici del processo e dei giudici onorari, figure ritenute fondamentali per il funzionamento dei tribunali.
Nordio si è detto fiducioso sull’esito del referendum: “Sono convinto che il sì vincerà. Il giorno dopo la vittoria apriremo un tavolo con avvocatura, magistratura e mondo accademico per lavorare alle leggi attuative, che sono importanti quasi quanto la riforma”.
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