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Normale di Pisa Fondo Nimitz: Libri Censurati USA a Palazzo Vegni

La Scuola Normale Superiore di Pisa lancia un segnale forte in difesa della libertà di insegnamento e contro ogni forma di censura. L’istituto ha deciso di acquistare e mettere a disposizione degli studiosi una parte dei volumi che l’Accademia Navale degli Stati Uniti (U.S. Naval Academy) ha rimosso dai propri scaffali circa un anno fa. Quei testi, messi all’indice perché riguardanti temi di diversità, equità e inclusione, troveranno ora una nuova casa a Firenze, nella sede di Palazzo Vegni, costituendo ufficialmente il “Fondo Nimitz”.
La vicenda risale all’aprile 2025, quando la Nimitz Library di Annapolis, nel Maryland, rimosse 381 testi sulla base di un programma del Dipartimento della Difesa statunitense. L’obiettivo dell’amministrazione Trump era contrastare la promozione di valori legati alla cosiddetta “woke culture” all’interno delle accademie militari.
La Normale ha deciso di intervenire acquisendo le copie di circa quaranta di quei titoli censurati. Un gesto definito dall’Ateneo come “simbolico”, volto a “continuare a tenere accesi i riflettori sulla situazione che scuole e accademie statunitensi stanno vivendo in questa fase di oscurantismo culturale”.
Il nuovo fondo bibliotecario sarà presentato ufficialmente quest’oggi nell’Aula Magna di Palazzo Vegni a Firenze. L’iniziativa non rappresenta solo un ampliamento del patrimonio librario della Normale, ma si configura come un atto di resistenza accademica. Per la Scuola Normale, l’episodio di Annapolis non è un caso isolato, ma si inquadra in una visione politica volta a limitare il pluralismo formativo e la consapevolezza sociale delle future classi dirigenti militari e civili.
Con la nascita del Fondo Nimitz, Pisa e Firenze diventano così custodi di opere che il governo statunitense ha ritenuto “non idonee”, riaffermando il ruolo dell’università come spazio aperto, critico e inclusivo.


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