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Notte di tensioni al Liceo Cecioni di Livorno

Non è stato un lunedì mattina qualunque per gli studenti e i docenti del Liceo Cecioni. Il ritrovamento di striscioni recanti motti iconici del regime fascista, come “Credere, obbedire, combattere”, ha squarciato la routine scolastica, trasformando l’istituto nel centro di un acceso caso politico e civile. L’azione è stata rivendicata da quello che si deduce essere un gruppo di studenti rispondenti al nome di: “Cecioni fascisti crew” .
Il Dirigente Scolastico Rino Bucci ha reagito immediatamente, sporgendo denuncia a carico d’ignoti per violazione di domicilio e apologia.
Una risposta ferma è arrivata anche dagli studenti dell’istituto che si sono ritrovati per esprimere il proprio disappunto ed esporre a loro volta una striscione che invece recita: “Nervi tesi fasci appesi”.
Data la delicatezza della situazione Bucci ha poi deciso di convocare un consiglio d’istituto straordinario. La nota ufficiale della scuola, frutto appunto del confronto avvenuto fra docenti e personale scolastico recita: “Il Liceo Cecioni condanna e respinge la vile provocazione fascista di cui è stato vittima questa mattina. A questa aggressione risponderemo con il consueto impegno nel nostro lavoro quotidiano improntato ai valori democratici della Costituzione antifascista. A partire da oggi ci adopereremo con ancora maggior convinzione nella nostra azione educativa ispirandoci ai principi di inclusione, rispetto delle differenze, pluralismo, rifiuto di ogni forma di prevaricazione e di violenza che da sempre ci guidano”.
Numerose anche le reazioni da parte del panorama politico con la stessa Vicepresidente della Regione Mia Diop che è intervenuto sulla vicenda. “Un’azione indegna che prova a emulare becero squadrismo e che merita una forte condanna – ha dichiarato Diop -. Non è una bravata, ma un segnale che va respinto senza ambiguità, quanto è avvenuto preoccupa – ha sottolineato Diop – dobbiamo dirlo con chiarezza: il fascismo non è un’opinione ma un’ideologia incompatibile con la democrazia e condannata dalla nostra Costituzione. Livorno non è una città neutra, è una città antifascista. E continuerà a esserlo, ogni giorno”.


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