Sono in arrivo 16 nuove unità di polizia penitenziaria per rinforzare l’organico dell’istituto livornese. Il sindacato Sinappe ha accolto con favore la notizia, ma avverte: “Senza posti letto dignitosi e la ristrutturazione della caserma, il rafforzamento resta a metà”.
Sebbene i problemi da risolvere all’interno delle Sughere, così come all’interno di qualsiasi altro penitenziario, restino molti l’incremento del personale rappresenta un importante passo avanti dal momento che permetterà una gestione più fluida dei circuiti di media e alta sicurezza, fondamentali per la stabilità dell’istituto.
Le nuove leve, infatti, permetteranno una migliore organizzazione all’interno della struttura, andando a coprire i fabbisogni della sezione distaccata di Gorgona e a preparare l’amministrazione alla prossima apertura del padiglione C.
L’incremento del personale porterà benefici anche agli utenti del penitenziario, un parziale alleggerimento dei carichi di lavoro in un carcere che da tempo soffre di una cronica carenza di organico rappresenta infatti una vera e propria boccata d’ossigeno per tutte le parti.
Il segretario provinciale del Sinappe, Agostino Candia, pur definendo “positivo” l’arrivo dei 16 agenti che hanno appena concluso la scuola di formazione, invita però a guardare i numeri reali e le criticità strutturali
“L’aumento effettivo sarà di 11 unità, poiché a settembre cinque poliziotti lasceranno le Sughere – ha infatti sottolineato Candia -. È indispensabile che a questo rafforzamento corrispondano interventi logistici: da anni la sede soffre una grave carenza di posti letto per il personale”.
L’arrivo dei nuovi poliziotti è solo un tassello di una sfida più ampia che riguarda la vivibilità del carcere per chi ci lavora.
I 16 nuovi arrivi meno combinati alle 5 partenze previste a settembre costituiscono comunque un bilancio che resta in attivo ma che tuttavia non risolve completamente il gap storico di personale.
A questo si va poi ad aggiungere l’annoso problema, definito dal sindacato “non più rinviabile”, del completamento della ristrutturazione degli altri due piani della caserma. Un intervento atteso da anni per garantire condizioni dignitose a chi presta servizio.
Infine, l’apertura del padiglione C richiederà un maggiore impegno nella gestione della struttura che dovrà dotarsi di standard operativi e elevati e di un organico completo.




