Olio, extravergine a picco. La Salov ai cinesi: scosso mondo agricolo

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LUCCA – Raccolto magro (ed in anticipo) e stagione soffertissima per le imprese agricole lucchesi che sono riuscite a salvare la vendemmia ma non riusciranno, in molto casi, a fare lo stesso con le olive. Ma è la notizia dell’ultim’ora a tenere banco e a scuotere il mondo agricolo alla vigilia della raccolta. Dopo la lucchese Bertolli venduta alla Uliver, poi acquisita dal gruppo Sos (2008) è toccato anche algruppo Salov di Massarosa finire in mani straniere. La Yimin, azienda sussidiaria del Gruppo Bright Food, ha siglato un accordo per acquisire un pacchetto di maggioranza del Gruppo oleario toscano Salov. “Purtroppo non sarà l’ultimo caso; – commenta a caldo Cristiano Genovali, Presidente Provinciale Coldiretti – il nostro agroalimentare è l’unico settore in controtendenza e i marchi del Made in Italy del food sono una garanzia per il consumatore, un brand mondiale senza rivali che ci stiamo però facendo sfuggire di mano”. Con la vendita della maggioranza del Gruppo oleario toscano Salov, proprietario dei marchi Sagra e Filippo Berio – spiega Coldiretti – supera i 10 miliardi il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano acquistati da gruppi di investimento, multinazionali e paperoni stranieri. Secondo Coldiretti è necessario “accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiugere traguardi prestigiosi”.

Ma torniamo alla raccolta. Le anomalie climatiche degli ultimi mesi con un luglio con piogge da record(+312,1%) hanno messo in discussione le principali produzioni agricole del territorio. Tra queste anche il miele – per il nettare delle api è stata un’annata drammatica – per non parlare della castagna e delle produzioni orticole che, in particolare nella piana e nella zona di costa, hanno dovuto affrontare temporali imprevedibili ed addirittura grandinate. Secondo Coldiretti Lucca (info su www.lucca.coldiretti.it)  dalle reti che raccoglieranno le olive mancherà fino alla metà del raccolto (-50%). Il chesignifica meno olio extravergine sulle nostre tavole, prezzi probabilmente più alti per effetto anche di un crollo mondiale della produzione di olio (-17%) che ha interessato paesi come Spagna e Grecia e che ci costringerà ad importare olio, connesso ad un aumento dei costi di prodizione giustificato dall’intensificazione delle azioni di manutenzione e dalle pratiche colturali come potature e lavorazioni a cui sono state costrette le aziende agricole. Si raccoglierà meno, e questo è un dato di fatto, ma quel poco che raccoglieremo darà un olio extravergine di assoluta qualità e carattere. “Il prossimo olio – analizza Cristiano Genovali, Presidente Provinciale Coldiretti – avrà probabilmente caratteristiche diverse da quelle a cui siamo abituati: più dolce e meno piccante ma non per questo sarà meno buono. Qualcuno magari lopreferirà”. La stagione – spiega Coldiretti – è stata caratterizzata da un andamento climatico anomalo che ha comportato ripercussioni fortemente negative sull’equilibrio vegeto-produttivo degli impianti olivicoli. In particolare durante la delicata e fondamentale fase della mignolatura e allegagione si sono registrati eventi meteorici e temperature che hanno sensibilmente condizionato la quantità di fiori allegati e quindi di olive”. Le precipitazioni di luglio hanno esposto gli olivi all’attacco anticipato della mosca olearia: “mai vista da queste parti a luglio, e con così largo anticipo; – ammette Giovanna Rosi dell’agriturismo “La Chiusa di Nanni” di Capannori – per noi che non effettuiamo trattamenti chimici, ma solo biologici, è stata una stagione molto complicata. Speriamo di riuscire a contenere la perdita di prodotto. Inizieremo a raccogliere già questo settimana a discapito della resa ed in difesa della qualità”.

In Provincia di Lucca l’olivicoltura significa poco più di 3.000 aziende, 3 mila ettari di cui circa 70 destinati alla produzione di Dop Lucca e 63.000 quintali di produzione di olio (dati Istat). “La riduzione del raccolto è generalizzata ed ha interessato tutto il paese – prosegue Genovali – Ci saranno meno olive, e quindi meno olio: vincerà però la qualità che sul mercato fa la differenza”. Anche la piccola ma super produzione Igp e Dop Lucca di qualità dell’azienda agricola “Il Colle”, a Porcari, rischia una battuta d’arresto: “questa stagione ci ha disorientato. – commenta Carlo Montrasio – in trent’anni che produciamo olio e lavoriamo la terra non abbiamo mai visto un andamento climatico come questo. Sarebbe già un bel risultato raccogliere la metà delle olive della passata annata: la vedo molto dura”. E’ andata meglio, decisamente meglio per il vino: “ci darà delle belle soddisfazioni. Ma anche in quel caso quanti pensieri fino all’ultimo…”.

Il calo di produzione sarà una goccia rapportata alla quantità nazionale di oro giallo Made in Italy mai però come in questo caso a rischio. Per Coldiretti occorre evitare che venga spacciato come Made in Italy olio importato come è stato peraltro addirittura denunciato con fumetti illustrati sul New York Times con il titolo “Il suicidio dell`olio italiano”. “Per questo – sottolinea Maurizio Fantini, Direttore Provinciale Coldiretti – occorre applicare le importanti modifiche alla disciplina introdotta dalla legge salva olio approvata nel febbraio 2013 sotto il pressing della nostra organizzazione che contiene misure di repressione e contrasto alle frodi e di valorizzazione del vero Made in Italy, ma che ancora oggi è inapplicata per l`inerzia della pubblica amministrazione e per l`azione delle lobby a livello nazionale e comunitario”.

Il consiglio di Coldiretti ai consumatori lucchesi è di verificare con attenzione l`etichetta dove, anche se spesso nascosto nel retro della bottiglia ed in caratteri minuscoli, deve essere riportato la scritta “ottenuto da miscela di olio comunitari od extracomunitari” se non si tratta di olio italiano al 100 per 100. Oppure di scegliere una delle 43 designazioni di origine riconosciute dall`Unione Europea e che garantiscono l`origine italiana, o meglio ancora, una delle varietà autoctone come l’olio Igp e il Dop di Lucca, una delle super-eccellenze olivicole nazionali. “L’importante – conclude Fantini – è leggere bene l’etichetta ed evitare di farsi ingannare dal prezzo. Dubitate sempre quando un litro di olio costa 2-3 euro: a volte nonsempre dentro ci finisce solo olio”.

 

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