Oltre 2000 studenti in piazza a Livorno, la protesta del liceo Enriques continua

LIVORNO – Grande successo per la manifestazione congiunta di tutti gli istituti superiori cittadini scesi in piazza (oltre 2000 studenti in corteo) giovedì 10 gennaio per esprimere solidarietà nei confronti dei colleghi di via della Bassata che da lunedì 7 gennaio sono di fatto in sciopero per protestare contro la decisione di effettuare “doppi turni” (lezioni mattutine e pomeridiane) a fronte di un’agibilità della succursale dell’Enriques (via Calafati) risultata non a norma nelle certificazioni di sicurezza antincendio.

“Dopo quella che riteniamo essere stata un’attesa eccessiva e inopportuna – scrivono in una nota congiunta, arrivata alle redazioni la sera del 10 gennaio, i rappresentati degli istituti cittadini – i rappresentanti sono stati accolti per parlare con Marida Bessi, presidente della Provincia, ed altri funzionari dell’ente. La Provincia – si legge nel comunicato stampa – si è impegnata a fornire al liceo Enriques, entro una settimana, un luogo sicuro ed adeguato per svolgere le attività scolastiche in orari consoni, nonché l’istituzionalizzazione di un tavolo di monitoraggio, che possa essere convocato in qualsiasi momento, per controllare la situazione degli edifici scolastici e della scuola in generale ed intervenire ove necessario. La rappresentanza studentesca del liceo Enriques non si ritiene però soddisfatta per quanto riguarda l’esito dell’incontro perché l’intervento della provincia deve essere immediato e manifesta ancor più disagio e preoccupazione per l’avvenire data l’attuale situazione di stallo. La protesta nei confronti delle istituzioni competenti in materia scolastica andrà avanti, dato che non si dimostrano in grado di garantire i bisogni essenziali di tutti noi”.

“Stiamo facendo una ricognizione nel patrimonio non solo provinciale ma anche comunale per trovare una soluzione ponte”, ha detto Bessi ai microfoni di Rai 3 intervenuta a Livorno per seguire la protesta studentesca. “Potremo andare a Calafati – ha aggiunto la professoressa Eleonora Agostinelli, vice preside dell’Enriques, ai microfoni Rai – solo e soltanto quando la succursale sarà sicura sia da un punto di vista di certificazioni che strutturali”.

I motivi dello “scioperone” congiunto – “La mobilitazione degli studenti – scrivono i rappresentanti di istituto – nasce nel momento d’emergenza del Liceo Scientifico Federigo Enriques, che lamenta la mancanza di strutture adeguate dove esercitare il diritto allo studio in orari tradizionalmente e socialmente consoni allo svolgimento delle attività scolastiche.
Questa si colloca all’interno del ben più ampio e già denunciato problema dell’edilizia scolastica che affligge tutti gli istituti cittadini e nazionali. In vista di risolvere al più presto l’emergenza Enriques, gli studenti e le studentesse degli istituti ITIS Galilei, Liceo Scientifico F. Cecioni, IIS Buontalenti Cappellini Orlando, IIS Vespucci Colombo, IIS Niccolini Palli, sono scesi in piazza, uniti, con lo scopo di mostrare solidarietà; una solidarietà che vuole portare all’attenzione delle istituzioni la precarietà della realtà studentesca, che attualmente costringe a subire situazioni di disagio. Fortemente convinti e consapevoli che la voce degli studenti sia il primo strumento di dialogo, continueremo la nostra battaglia per istituire un tavolo di monitoraggio in grado di creare un ponte di comunicazione diretta coinvolgendo la rappresentanza studentesca, genitoriale e docente, i dirigenti scolastici, la Provincia, i Comuni e l’Ufficio Scolastico Provinciale (Provveditorato)”.

La parola ai prof – Continua la protesta di studenti e professori del liceo Enriques, che dopo la giornata del 7 gennaio si sono recati anche martedì 8 gennaio in corteo davanti agli edifici comunali e provinciali. Dopo la manifestazione e l’incontro di alcuni professori con gli organi provinciali, la situazione sembra sempre in fase di stallo.

“La cosa che ha turbato di più – hanno commentato Maurizio Sciuto e Patrizia Gracci, docenti del liceo – è la mancanza di comunicazione e cooperazione. Non è questione di fatica o poca voglia, tutt’altro: non siamo pedine da spostare, qui viene a mancare in primis il diritto allo studio e sembra che non ci sia la volontà di cercare nuove soluzioni. Anche dopo l’incontro di lunedì – specificano i professori – l’unica alternativa offerta dalla Provincia è il trasferimento di circa 150 alunni nella succursale Calafati, il cui stabile non ha le certificazioni per fungere da edificio scolastico, mettendo a rischio l’incolumità degli studenti, quando in città ci sono molti immobili che potrebbero invece essere idonei. E il problema ovviamente non è circoscritto solamente al nostro istituto: molte altre scuole hanno falle strutturali di questo genere”.

“Negli altri Paesi la scuola è il primo problema – ha continuato il solo Sciuto – un elemento da portare sempre in luce come fiore all’occhiello di una cultura nazionale: in Italia sembra di no, ed è purtroppo un esempio di “governance” inefficiente. Ci sentiamo francamente anche un po’ presi in giro”. Il professore si è rivolto poi ai numerosissimi studenti presenti: “La scuola è un privilegio e vi fornisce la “mappa geografica” per la vita al di fuori di essa: dovete esigere il diritto di ottenere gli strumenti per poter andare oltre i suoi confini, e cioè il sacrosanto diritto allo studio”.
L’organizzazione degli studenti è in linea con il pensiero dei propri professori.

La presidente della Provincia – Marida Bessi, il 7 gennaio, ha incontrato a Palazzo Granducale una delegazione dell’istituto composta da studenti, insegnanti e genitori preoccupati per la situazione riguadagnante la succursale di via Calafati e la conseguente organizzazione scolastica. Erano presenti la segretaria della Provincia Maria Castallo e le responsabili dei Servizi Edilizia scolastica e Reti scolastiche, Barbara Moradei e Anna Roselli. La presidente, dopo aver spiegato il percorso che la Provincia ha intrapreso per gli interventi di adeguamento di tutte le scuole del territorio provinciale ai fini della certificazione antincendio, ha confermato che è stata avviata la procedura di gara per l’appalto dei lavori propedeutici all’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi, come da esame progetto già valutato conforme dai vigili del fuoco e comunicato nei giorni scorsi alla dirigenza scolastica. Parallelamente gli uffici lavorano per valutare la fattibilità delle azioni programmatiche dettate dal DM del 21 marzo 2018 che individua i livelli di priorità da perseguire ai fini della prevenzione incendi negli edifici scolastici. Nelle more del percorso avviato, la Provincia sta lavorando per una soluzione che consenta di presentare una Scia per la succursale di via Calafati per un numero di ragazzi leggermente inferiore a quello che era previsto.

La vicesindaco – “Ho voluto esserci per far sentire agli studenti e agli insegnanti del liceo Enriques che il Comune di Livorno è al loro fianco in questo momento difficile – dice Stella Sorgente, vicesindaco di Livorno, durante la manifestazione degli studenti davanti al Palazzo della Provincia – Visto il caos degli ultimi giorni suggerirei alla Provincia di convocare quanto prima un tavolo istituzionale per la gestione di questa situazione di emergenza. Come Comune parteciperemmo volentieri. Queste vicende fanno perdere fiducia nelle istituzioni e il tavolo ci darebbe modo di contribuire ad una soluzione che è comunque di competenza provinciale”. “Sia chiaro – precisa Sorgente – non abbiamo soluzioni chiavi in mano, ma siamo disponibili ad aiutare la Provincia, per quanto possibile, a rispondere alla giusta rivendicazione degli studenti, condivisa anche dai docenti del liceo”.

Il consiglio di Istituto – “In relazione alla vicenda della succursale di via Calafati il Consiglio di Istituto del Liceo Enriques, riunito in seduta straordinaria il 7 gennaio 2019, denuncia la grave situazione venuta a crearsi in seguito all’impossibilità di fruire della succursale per mancanza di garanzie sulla sicurezza. Ritiene che l’iter con cui l’Ente locale ha gestito la procedura sia stato gravemente deficitario quanto a tempistica, interventi e documentazione. Valuta inadeguate le proposte emerse nell’incontro della delegazione composta da studenti, docenti e genitori con la presidenza della Provincia.

Pertanto allo stato attuale ritiene di non dover accettare la proposta di insediamento in via Calafati finché non saranno sanate le criticità esistenti tramite interventi concreti finalizzati alla messa in sicurezza in base alla normativa vigente e alla relativa certificazione. Sollecita la Provincia all’immediata ricerca di soluzioni alternative quali – ad esempio – la proroga dell’affitto dei locali di Porta a Mare o altri locali dell’Ente individuati anche in sinergia con altri soggetti istituzionali quali il Comune”.