Omeopatia in Asl a Lucca: su twitter le polemiche dell’Istituto Superiore di Sanità

Lucca (di Alba Modugno) – “Chi vuole curarsi con l’omeopatia ha tutto il diritto di farlo, ma fuori dal servizio sanitario pubblico”. Queste le parole di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il quale ha espresso su twitter grande disappunto a proposito della presenza a Lucca di un ambulatorio di omeopatia, ginecologica e oncologica, in una struttura Asl.

A sollevare la polemica è stato Salvo di Grazia, medico che gestisce il sito Medbunker, il quale ha postato una foto della targa dell’ambulatorio, commentando: “Questo in Toscana. 2017, ospedale pubblico. Poi parlano di sprechi“.

Ed in effetti la reazione di Ricciardi verte proprio sul fatto che parte delle risorse, già scarse, del servizio sanitario nazionale, venga spesa a suo parere per “attività di nessuna evidenza scientifica”. E ancor di più a sorprenderlo è che questo avvenga in Toscana, “una regione seria, tra le migliori per l’assistenza sanitaria, che tra l’altro è spesso tra le prime quando si tratta di decisioni innovative”.

L’attacco da parte di Ricciardi ha poi scatenato una serie di risposte e dunque l’apertura di una discussione, la quale altro non è che lo specchio di un più ampio contesto, quello attuale, in cui è in atto un grande dibattito fra i pro-omeopatia (e altri tipi di medicina non convenzionale) e gli avversi.

In ogni caso, delucidazioni circa il caso di Lucca sono arrivate in particolar modo da Elio Rossi, coordinatore di riferimento regionale per l’omeopatia, il quale ha innanzitutto specificato che l’omeopatia è presente da molto tempo nel sistema sanitario toscano e che, tuttavia, in quanto attività extra-lea, viene erogata senza ricorrere a finanziamenti nazionali.

Questo perché, oltre all’ala oncologica di Lucca, istituita nel ’98, è attivo dal 2010 un ambulatorio di “medicine complementari e alimentazioni in oncologia”, con terapie di sostegno ai pazienti oncologici sottoposti a chemio, il quale ha portato a risultati tanto graditi che la Regione ha fatto una delibera nel 2015 per tale iniziativa.

Un’altra risposta è giunta poi dalla responsabile della rete nazionale medicina integrata, la dottoressa Sonia Baccetti, la quale ha affermato che se la Toscana è tra le regioni migliori in ambito di assistenza ai cittadini, come lo stesso Ricciardi sostiene, è anche perché integra nel sistema pubblico agopuntura, fitoterapia e omeopatia, e dal 2005 investe nella formazione dei medici in tali discipline.

“La Toscana sottopone le medicine complementari agli stessi criteri di appropriatezza, qualità e sicurezza di tutte le altre prestazioni a difesa della salute dei cittadini” ha inoltre aggiunto la Baccetti, ricordando anche che “l’accordo Stato-Regioni del 2013 regolamenta formazione e esercizio di queste attività, affermando che costituiscono atto sanitario e sono quindi di esclusiva competenza e responsabilità del medico“.

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