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Omicidio Arezzo, arrestato ha chiamato il 112 per costituirsi

L’uomo di origine albanese fermato dalla polizia per l’omicidio del connazionale avvenuto poco prima di mezzanotte ad Arezzo, dopo essersi allontanato dal luogo del delitto ha chiamato, due ore dopo circa, il 112 dichiarando di volersi costituire e comunicando la propria posizione.
Lo rende noto la questura di Arezzo spiegando che “immediatamente, volanti e squadra mobile” si sono precipitate nel luogo indicato dall’uomo, nei pressi delle colline sopra Rigutino, trovando l’uomo ad aspettarli a bordo della sua auto con la pistola “utilizzata per commettere il delitto, posseduta clandestinamente”.
Omicidio volontario e porto abusivo di arma da sparo i reati che sono stati contestati all’uomo, incensurato e da anni residente ad Arezzi Ricostruendo l’accaduto, la polizia spiega che “intorno alle 23,40 è giunta una chiamata 112 alla Sala operativa della Questura che segnalava l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco lungo via Romana, in prossimità dello svincolo di Olmo.
Giunte sul posto unitamente al personale sanitario, le volanti hanno accertato che un uomo trentenne, di nazionalità albanese, regolare in Italia, era stato la vittima degli spari e che nonostante i tentativi per salvarlo era deceduto sul posto”.
E’ subito “partita una caccia all’uomo alla ricerca di un’Audi bianca con a bordo il presunto omicida che testimoni avevano visto in azione e allontanarsi dal luogo del delitto proprio a bordo di quell’auto. Sono stati attivati posti di controllo in tutta la zona e lungo le arterie viarie in uscita dalla città, anche grazie all’intervento di tutte le forze di polizia”. Poi due ore dopo la chiamata dello stesso uomo ricercato. “Sono in corso ulteriori accertamenti coordinati dalla Procura di Arezzo, volti a ricostruire i dettagli del folle gesto così come i motivi che vi possano essere alla base”, conclude la questura.


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