“Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rispondendo a l question time in aula alla Camera a un’interrogazione di Iv sulle “iniziative urgenti per garantire l’incolumità e la sicurezza dei cittadini, delle attività economiche e dei relativi beni in relazione al recente incremento del numero di delitti denunciati all’autorità di pubblica sicurezza”. “Il Governo ha posto la massima attenzione a questi temi, con il decreto Caivano e con altri provvedimenti, con misure non solo di carattere securitario ma sono stati messi in campo interventi per rafforzare percorsi socio educativi e attività formative. Abbiamo lavorato anche per contrastare la dispersione scolastica, passata dal 14% nel 2020 all’8% nel 2025, con dei picchi di riduzione in regioni di particolare sensibilità. Dispersione addirittura calata, con 5 anni di anticipo, sotto la soglia del 9% prevista dall’Agenda 2030”. Oggi nel carcere di Massa si sono svolti gli interrogatori di garanzia di due degli indagati, maggiorenni, che hanno risposto al giudice per le indagini preliminari di non essere i responsabili della morte di Giacomo Bongiorni.




