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OnlyFans sulla rete Wifi pubblica a Firenze? “Bloccare il contenuto”

OnlyFans? No grazie. La piattaforma di contenuti per adulti registra accessi sempre più frequenti, anche da Firenze. Da qui la proposta del consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio comunale, Alessandro Draghi, che chiede di oscurare il sito per chi si connette alla rete pubblica cittadina Firenze WiFi.
Draghi spiega che “la rete pubblica Firenze WiFi, fornita dal Comune di Firenze in alcune aree cittadine appositamente abilitate e coperte dal servizio, consente di accedere gratuitamente a Internet in modalità WiFi” e aggiunge: “Ritengo doveroso oscurare su tale rete la piattaforma OnlyFans”.
Attualmente la rete blocca già contenuti come i siti di scommesse non autorizzati. “Ecco, allora lo faccia anche con OnlyFans”, aggiunge Draghi. Il consigliere richiama inoltre l’articolo 3 delle condizioni di utilizzo di Firenze WiFi, che afferma che non è possibile “utilizzare il servizio per diffondere informazioni fasulle o contenuti di carattere pornografico, osceno, blasfemo, razzista, diffamatorio, offensivo o che istighino alla violenza”.
Dal Comune arriva però una posizione diversa. A replicare è l’assessora ai servizi informativi Laura Sparavigna: “Internet – sottolinea – è uno spazio aperto e libero in cui ogni utente naviga con il proprio dispositivo, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte nel rispetto delle regole. Non è possibile realizzare un blocco completo per l’accesso a determinate categorie di siti”.
“Il ruolo del Comune – aggiunge – è quello di garantire un uso corretto delle proprie infrastrutture, non di sostituirsi alla responsabilità individuale né agli organismi nazionali ed europei preposti alla regolazione della rete”.
“Stabilire cosa sia eticamente corretto o meno, cosa debba essere visibile o no, non è competenza delle amministrazioni locali, ma attiene a un equilibrio più ampio tra diritti e tutele, affidato a diverse autorità, dal Garante per la protezione dei dati personali all’autorità giudiziaria, e a un dibattito che non può essere semplificato né delegato a interventi tecnici sulla rete”, conclude Sparavigna.


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