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Open Arms, annullato fermo: “Salvare vite non è reato”

Il Tribunale di Massa ha annullato il fermo amministrativo della nave della Ong Open Arms, relativo a una missione di soccorso nel Mediterraneo centrale del settembre 2023. Secondo i giudici, l’operato dell’equipaggio è stato pienamente legittimo e conforme agli obblighi internazionali: “Il soccorso in mare non può essere sanzionato”.

Durante la missione, la nave aveva tratto in salvo 178 persone effettuando più interventi. Proprio uno di questi, successivo al primo salvataggio, era stato contestato dalle autorità, che avevano disposto un fermo di 20 giorni e una multa in base al cosiddetto “decreto Piantedosi”.

Il tribunale ha però chiarito che non c’è stato alcun ritardo nel raggiungere il porto assegnato — prima Genova, poi Marina di Carrara — e che il secondo soccorso è avvenuto in una reale situazione di emergenza, senza incidere sui tempi complessivi di navigazione. Di conseguenza, mancavano i presupposti per il fermo amministrativo.

“Hanno cercato di punirci per aver fatto ciò che è giusto: salvare vite”, ha commentato Oscar Camps. “Oggi la giustizia afferma un principio semplice: soccorrere non è un reato”. La decisione segna un punto rilevante nel confronto sulle operazioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.

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