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Operai morti nel crollo della gru, perizia choc in Procura: “Difetti nelle saldature”

LUCCA – Perizia choc sulla morte di Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, i due operai di 54 e 61 anni deceduti dopo il crollo del braccio della gru a Lucca in occasione del montaggio dei lumini per la processione di Santa Croce. Da quanto ricostruito dai consulenti del pubblico ministero Aldo Ingangi e Elena Leoone, titolari del fascicolo di inchiesta della Procura di Lucca, diretta dal procuratore capo Pietro Suchan, che vede 14 persone iscritte nel registro degli indagati, si sarebbe trattato di una causa tecnica. “Stato di degrado complessivo della struttura prodotto da saldature viziate da difetti evidenti”, si legge nell’atto a firma dei consulenti, professori  Renzo Capitani e Costantino Balboni e ingegner Fabrizio D’Errico. Saldature non a norma, in soldoni: “La cricca di fatica  è avanzata passante attraverso lo spessore del tubolare costituente la struttura del braccio con una regione di innesco molto limitata in corrispondenza di un angolo dello scatolato stesso ove si trova il piede di saldatura di una delle staffe a cui è fissata la canalina. Questo cordone di saldatura, pur non avendo funzione strutturale è viziato da evidenti difetti che hanno prodotto lo stato di fatto di indebolimento localizzato del materiale dal quale si è originata nel tempo la cricca di fatica”.