Opposizioni d’accordo sulla mozione di sfiducia di SEL

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – E’ fissato per giovedì il consiglio comunale per l’approvazione della delibera con cui verrà ufficialmente dichiarato lo stato di dissesto economico del comune di Viareggio (leggi qui per maggiori info). Un consiglio al quale Leonardo Betti, sindaco di Viareggio, si presenterà da solo, senza quella squadra di Giunta a cui proprio oggi, attraverso una lettera, ha chiesto di dimettersi; un passo indietro che puntualmente è stato fatto da tutti: assessori, presidenti di partecipate e Fondazioni, e membri nominati (leggi qui).

Il Sindaco ha dimostrato e dichiarato di non avere alcuna intenzione di dimettersi e abbandonare l’incarico conferitogli dai viareggini (ricordiamo 11mila voti circa al primo turno e 13mila al ballottaggio, con rispettivamente il 52 e il 36 percento di elettori al voto), cosa che peraltro nella mattinata avevano chiesto tutte le opposizioni: FI, M5S, Viareggio tornerà bellissima, Movimento Cittadini e, ultima ma probabilmente più delicata ai fini degli equilibri politici, Sinistra Ecologia e Libertà. Proprio SEL – attraverso un duro comunicato stampa – aveva chiesto a Betti di presentarsi dimissionario al consiglio di giovedì, per poi avviare le consultazioni (20 giorni) come stabilito dalla normativa e valutare la possibilità di costruire una nuova squadra di governo che goda della fiducia della maggioranza del consiglio comunale. Quello che ancora non si capisce, e che nemmeno è stato chiarito è: alla luce dei pesanti giudizi emessi su Betti e la sua Amministrazione, cosa farebbero nel caso che il Sindaco con un coup de théatre si presentasse davvero con le dimissioni in tasca e chiedesse proprio a Sel l’appoggio per costituire una nuova squadra di governo?! I segnali mandati dal Sindaco non sono certamente accomodanti per i Vendoliani, oltre a non aver accolto l’invito alle dimissioni, in sede di conferenza stampa ha dichiarato sibillino: “Leggo anche di una mozione di sfiducia. Facciano pure: almeno coloro che non hanno voluto la chiarezza, che hanno continuamente continuato ad alzare l’asticella, coloro che hanno scelto di commissariare il Comune di Viareggio, coloro che vogliono la morte della politica e si dice lavorino in queste ore per avere un commissario ‘morbido’, come se si trattasse di una gomma da masticare, avranno nome e cognome ed i viareggini sapranno a chi rivolgersi”. A grandi linee le stesse parole che arrivarono dalla vecchia non-maggioranza Lunardiniana quando proprio Betti, assieme a Romanini, capeggiarono la fronda pro-commissariamento.

Proprio quello della mozione di sfiducia potrebbe essere lo scenario più probabile in vista del consiglio, qualora venisse presentata con 13 firme avrebbe infatti una valenza non solo legale, quanto politica e sancirebbe la fine della maggioranza di Betti, che quindi potrebbe davvero pensare a dimettersi lui stesso prima di essere “sfiduciato” dal consiglio comunale. Per arrivare alle fatidiche tredici firme – politicamente necessarie, ma bastano i 2/5 del consesso per presentarla – l’opposizione, che conta 11 membri compresa Sel, avrà bisogno di almeno due firme di dissidenti del Pd; dissidenti che potrebbero trovare più onorevole – e accettabile – la sottoscrizione della sfiducia rispetto all’altra eventualità: le dimissioni in blocco di 13 consiglieri, che – ricordiamo – fecero saltare Lunardini. Ovviamente i nomi più papabili sono quelli dei consiglieri Mei, in aperta opposizione a Betti, Zappelli, pentitosi di aver salvato la giunta in occasione del consuntivo 2013, e Paterni, anche lui in crescente dissenso; difficile, anche se forse è meglio dire impossibile, pensare di scardinare il fortino Bettiano in consiglio capitanato da Martini, Vannucchi e Favilla. Non si escludono sorprese, in un senso e nell’altro visto che, come spesso accade, la partita si giocherà fuori dalla sala del consiglio comunale, tra telefonate, intermediari e tête–à–tête.

Intanto in concomitanza con l’inizio del consiglio di giovedì, precisamente per le ore 15.00, è previsto un ritrovo pacifico di cittadini di fronte al comune per chiedere le dimissioni di Betti.

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