“Ora vi racconto cosa fa un wine influencer”: la storia di Stefano Quaglierini

(di Bianca Leonardi) – 23 anni, enologo e toscano: Stefano Quglierini si è lanciato nel fatato mondo dei social network nel 2015 e a differenza di molti altri è uno di quelli che è riuscito a sfruttare nel modo migliore questo potente mezzo tecnologico facendo della sua passione il suo lavoro.
Quaglierini, nato e cresciuto a Santa Croce sull’Arno decide infatti nel 2015 di aprire un account su Instagram chiamato @italianlandscapes, un profilo nato dalle sue passioni per i viaggi e per l’Italia inteso come paese con tutto quello che ha da offrire in termini di bellezza ed eccellenze.

Ed è così che pubblicando circa 3 foto al giorno dopo il primo anno è riuscito ad avere 40 mila persone che seguivano il suo account. Proprio dovuto a questi ottimi risultati e vedendo che Instagram nonostante fosse un terreno inesplorato per molti era allo stesso tempo molto fertile per nuove idee ha deciso di aprire un account legato a un’altra eccellenza italiana: il vino.
Il motivo per cui Stefano fa questa scelta è perché in quel momento si trovava al secondo anno di enologia e oltre che essere una sua grande passione, il vino era anche un argomento ancora non trattato sui social ed in particolare su Instagram.
Il 21 Marzo 2016 apore l’account di @italian_wines, organizzato come una gallery esattamente come @italianlandscapes solamente con la differenza dell’argomento trattato.
Attualmente @italian_wines è seguita da oltre 50mila persone, mentre @italianlandscapes da oltre 220mila.

In una società in cui i like a una foto descrivono la personalità e l’importanza di una persona Stefano Quaglierini si è fatto spazio proponendo una realtà ancora sconosciuta e, con intelligenza e passione, è riuscito a farsi notare andando oltre a quella stereotipata superficialità legata al mezzo di comunicazione usato, dimostrando che quello che conta davvero per arrivare ai propri obiettivi non è la fortuna o la casualità ma al contrario la conoscenza e la determinazione.

Abbiamo parlato con lui per capire come davvero è possibile farsi strada in una realtà virtuale in cui tutti possiamo essere tutto ma dove, più che in ogni altro settore, serve un studio approfondito dell’argomento.

Tu sei un “wine influencer”. Cosa significa esattamente?
Essere un wine influencer significa principalmente essere un comunicatore del vino, molto seguito sui social, che veicola dei messaggi e delle realtà vinicole verso le persone che lo seguono e che si fidano di lui perchè ha instaurato con loro un rapporto di fiducia.

Da dove nasce la tua passione per il vino? Te l’ha trasmessa la tua famiglia?
No stranamente la mia famiglia e la zona in cui vivo sono estremamente lontani dal mondo del vino. La passione è nata paradossalmente dopo aver scoperto che esisteva un corso universitario per poter diventare enologo. Da quel momento ho scoperto che dietro quel semplice bicchiere di vino che bevevo in maniera casuale nel weekend c’era un mondo da scoprire, da capire ed ovviamente da studiare e al quale appassionarsi.

Tutti identificano i social come sinonimo di superficialità mentre tu lavori grazie ad essi, in particolare Instagram. Cosa ne pensi?
In ogni campo e in ogni tipo di ragionamento non bisogna essere generalisti e stereotipanti con i giudizi. I social hanno la tendenza a riempire l’ego in alcune persone e a portarle a mostrare quello che in realtà non sono, ma queste persone sono e restano ugualmente superficiali anche nella vita reale.
Sempre nei social ci sono molti esempi di qualità e di informazione in ogni campo (dal cibo alla scienza passando per l’appunto al vino) ed è questo uno dei motivi per cui profili come il mio hanno avuto grande riscontro.
L’unica scelta sta nel cosa seguire, è ovvio che se seguo e guardo pagine che trattano argomenti come quelli di Uomini e Donne o Temptation Island non avrò mai profondità di contenuto ma solo superficialità.

Se domani non dovesse più esistere Instagram tu cosa faresti?
Da un giorno all’altro è praticamente impossibile che accada, ma se dovesse succedere un lento declino della piattaforma di Instagram ho la fortuna di avere delle persone che mi seguono per i contenuti che creo e per il tipo di informazione che faccio sul vino, motivo per cui non sarebbe un problema seguirmi nell’ eventuale nuovo social nel quale mi sposterei.

In cosa consiste il tuo lavoro?
Oggi mi occupo di promozione di cantine e consorzi vinicoli veicolando i messaggi che vogliono lanciare attraverso la mia piattaforma e soprattutto filtrandoli con la mia personale impronta narrativa e visiva.
In questo modo le cantine e/o varie attività (anche ristorative) attraverso delle campagne di post sul profilo di @italian_wines ricevono visibilità da circa 30-40 mila persone appassionate di vino.
Oltre a questo integro servizi di consulenza per la gestione dei social in modo da offrire un pacchetto completo e doppiamente funzionale per l’attività in questione.

Ti è mai successo di essere preso poco sul serio proprio per l’uso dei social?
Fortunatamente no, non mi è mai accaduto esplicitamente.
Questo credo sia perché le persone con le quali mi confronto quotidianamente sanno anche che sono laureato in enologia e, in quanto enologo, sono consapevole e competente degli argomenti di cui tratto. Inoltre una volta fatto vedere i numeri di persone che riesco a raggiungere attraverso il mio lavoro sui social (si parla di circa 70 mila appassionati di vino ogni settimana) capiscono che dietro c’è qualcosa di serio e funzionale.

Come si diventa popolare su Instagram?
Purtroppo per questa domanda non c’è una vera e propria risposta.
Per mia esperienza con i canali di @italianlandscapes e @italian_wines posso confermare che abbiano funzionato perché ai tempi non c’era nessun canale che trattasse rispettivamente di paesaggi italiani e di vino italiano.
Sicuramente capire che c’è un buco nel mercato e fare qualcosa che non c’è ancora è un grande vantaggio, ma che poi va portato avanti con ore e ore di lavoro, costanza e innovazione continua altrimenti il progetto va poco lontano.
Oltre a questo serve come motore di tutto la passione, senza di quella per il vino non avrei mai speso tutte quelle ore dietro Instagram.

Come si svolge la giornata tipo di un wineinfluencer?
Negli ultimi mesi non c’è una vera e propria giornata tipo, anzi variano molto. Diciamo che le attività principali sono viaggi per cui press tour ed eventi in giro per l’italia dove faccio degustazioni e visite alle cantine in questione.
Oltre a questo c’è un po’ di attività di programmazione digitale per le aziende alle quali curo la parte Social ed alla quale mi dedico o durante gli spostamenti o le poche volte che torno a casa.
Avendo come clienti per la gestione di social cantine che vanno dal Chianti Classico all’Elba diversi giorni durante il mese li dedico anche per gli spostamenti presso le loro tenute.

Quale è stata la tua più grande soddisfazione lavorativa?
La prima volta che ho avuto la chiamata di una cantina per un evento, e non era una cantina, ma La Cantina.
Ero ancora al terzo anno di università nel 2017 e stavo assistendo ad un esame quando mi arriva la chiamata di Marchesi Antinori dove mi facevano i complimenti per il mio progetto e mi invitavano ad un evento presso la loro tenuta in Maremma delle Mortelle.
Da studente vedevo queste cantine distanti anni luce dal notare questi progetti sui social piccoli ed ancora agli inizi come il mio, da lì è stato un succedersi di inviti e collaborazioni da altre importanti cantine (Ferrari Trento, Frescobaldi, Masi) che mi hanno dato ulteriori conferme del fatto che il percorso scelto da me fosse quello giusto.
Altra grande soddisfazione al pari di queste ma di diversa natura è quella di aver svolto diversi progetti con piccole cantine della zona e di esser riuscito a dar loro notevole visibilità e rilevanza mediatica così da averle favorite in quanto a rientri economici sui vini che producevano.

Come ti vedi tra 5 anni?
Tra 5 anni il mondo dei social e dell’Influencer Marketing sarà molto probabilmente mutato del tutto, con questa consapevolezza cerco infatti di lavorare sodo e di impegnarmi per essere sempre aggiornato sulle novità e per stare al passo coi tempi in modo da non farmi trovare impreparato.
In qualunque scenario l’idea è di restare nel mondo del Social Media Management e di allargare il tutto ad alcuni nuovi progetti.

Progetti futuri?
Al momento sto cercando di specializzarmi ancor di più nel settore del Social Media Management in ambito vino, ma sto allargando il tutto anche al turismo.
Ho avuto una domanda crescente negli anni di enoturisti che cercavano nuove mete differenti dalle solite che trovano spesso nelle guide.
Proprio per questo svilupperò nei prossimi mesi un sito dove farò da consulente di viaggi enoici con pacchetti ad hoc per gli appassionati di vino e cibo italiano che vogliano viverlo in maniera originale ed interessante conoscendo nuove realtà.

Qualcuno potrebbe dire che la tua vita e il tuo lavoro sia soltanto feste, degustazioni e inviti ad eventi mondani. Cosa si nasconde realmente dietro un profilo social?
Per come mi ero immaginato il tutto effettivamente sta andando bene in quanto a velocità per come sono andate le cose e posti nei quali ho la fortuna di visitare.
Dietro queste feste, degustazioni ed inviti ad eventi mondani c’è un ragazzo che li vive con la consapevolezza di chi non si vuole adagiare sugli allori sapendo che quello è il primo passo verso il fine lavorativo.
Proprio per questo raccolgo tutte le esperienze professionali che riesco a fare a questi eventi mondani che consistono nel confronto con persone del settore, parlare del mio progetto e di quelli di altri per capire come poter prendere spunto, assaggiare nuovi vini e fare quindi esperienza di degustazione fondamentale per il lavoro che faccio.
Tutto questo è integrato al mio studio formativo autodidatta riguardo l’organizzazione: mi appoggio infatti a libri, documentari, video corsi online e soprattutto tantissima pratica (sia fotografica che digitale che enologica per unire poi il tutto su Instagram).

Il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno è di poter sviluppare ulteriormente il progetto @italian_wines e comunicare a sempre più persone il vino con tutto il lavoro e la storia che c’è dietro, soprattutto alle nuove generazioni per farlo apprezzare ancor di più e renderlo allo stesso tempo interessante.
Vorrei farmi ancor di più portavoce del vino e fare da tramite fra le generazioni per far trarre beneficio ad entrambi.

Ora sempre più giovanissimi provano a spiccare nel mondo social facendo di esso il proprio lavoro. Quale è il trucco del successo? Cosa consiglieresti?
Può sembrare banale ma il segreto è l’innovazione e soprattutto la passione.
L’innovazione sta nel creare qualcosa che ancora non c’è e puntare su quell’argomento, come molti provano a fare adesso, se qualcuno vuole provare nell’affollatissimo settore dei Fashion Blogger o dei Food Blogger di riuscire a farlo in maniera veramente originale in modo da differenziarsi, ma in questo caso diventa veramente difficile.
A motore di tutto ci deve essere la passione, io per esempio ho passato 2 anni su Instagram almeno 2-3 ore al giorno trattando vino perché era la mia passione, non mi pesava, e se anche non fosse diventato un lavoro come lo è oggi sarei stato ugualmente felice perché facevo qualcosa di cui sono appassionato.
Per cui, chi prova a fare per soldi lo fa chiaramente percepire alle persone che lo seguono visto che i social sono in realtà “senza filtri” e se qualcuno tratta le cose forzatamente si nota subito e non viene assolutamente apprezzato.
Lui stesso starebbe in quel caso anche perdendo tempo perché sono investimenti di tempo che se non sono mossi come dicevo dalla passione del giro di pochi mesi si spengono.

Umiltà, determinazione e passione: sono queste le doti di Stefano Quaglierini, giovane enologo ma già con le idee molto chiare.  In una virtualità alle volte ingombrante la storia di Stefano ci insegna che è sempre la motivazione il motore dei nostri sogni e che per inseguire il proprio obiettivo ci vuole costanza e impegno.

Sicuramente un messaggio importante da mandare a tutti quei giovani, ormai sempre di più, che credono di trovare una “via facile” al successo attraverso il mondo dei social ma che si renderanno contro presto che la popolarità è solo “un fuoco di paglia” se non è portata avanti da un solido lavoro e una grande fatica!