Ordigno all’isola d’Elba, i palombari della Marina Militare neutralizzano il cartuccere di una mina impigliata nelle reti di un peschereccio

ISOLA D’ELBA – Questa mattina i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, distaccati presso il locale Nucleo S.D.A.I.  (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Spezia, hanno ultimato a Marina di Campo (Isola d’Elba) un’operazione subacquea per la rimozione e neutralizzazione di un ordigno esplosivo rinvenuto nei giorni scorsi.

Il manufatto è stato rinvenuto tra gli scogli da un bagnante che ha provveduto a denunciarne immediatamente il ritrovamento alle Autorità. Per tale ragione l’Ufficio Territoriale del Governo di Livorno ha richiesto quindi l’intervento urgente degli artificieri del Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin che hanno raggiunto l’isola per verificare ed eventualmente rimuovere l’ordigno. Si è trattato di un proiettile da 75 mm, rinvenuto a soli 50 cm di profondità nei pressi di Capo Poro, rimosso e distrutto applicando le consolidate tecniche per preservare l’ambiente marino.

Le prime cose da fare quando siamo chiamati ad intervenire per la presenza di un potenziale ordigno esplosivo sono quelle di ricercarlo, effettuarne il riconoscimento e  ripristinare, il prima possibile, le condizioni di sicurezza dell’area in cui è stato individuato il pericoloso oggetto – commenta così il comandante del Nucleo S.D.A.I. di Cagliari, Tenente di Vascello Angelo Pistone, che sottolinea quanto sia importante il contributo dei cittadini nel segnalare i rinvenimenti di ordigni alle Autorità preposte. E’ importante raccomandare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti di questo tipo, con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri”.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato un totale di 22.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1 gennaio 2018 sono già 6.483 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 12.961 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm e 12 ordigni a caricamento speciale.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.