Oscar 2017 con gaffe: trionfa l’amore gay di Moolight

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NEW YORK – ( di Eleonora Pieroni ) – Oscar 2017 con gaffe: trionfa l’amore gay di Moolight

In questi giorni sono stata a Los Angeles per impegni di lavoro, ragion per cui ho potuto assaporare la fantastica atmosfera della settimana che precede la cerimonia degli Oscar.

Edizione davvero particolare quella degli Oscar 2017, è stato Justin Timberlake sulle note irresistibili di “Can’t Stop the Feeling” ad aprire la serata, standing ovation, ed ecco Jimmy Kimmel, che subito ricorda: stiamo vivendo in un paese diviso, per rendere l’America di nuovo grande dobbiamo parlare l’uno con l’altro.

Un clamoroso fuori programma ha rubato la scena della 89/ma edizione degli Oscar.

A causa di una busta sbagliata consegnata daWarren Beatty l’Oscar per il miglior film è stato assegnato in un primo momento a La La Land mentre in realtà il premio era andato a Moonlight.

I grandi vecchi Warren Beatty e Faye Dunaway premiano il miglior film 2017, nel “rispetto della diversità e della libertà in tutto il mondo: questo è il cinema”, dice Warren, e ogni riferimento a Trump è puramente voluto. In una delle notti più “politiche” degli ultimi Academy Awards, i grandi vecchi cedono il testimone al regista premio Oscar più giovane della storia di Hollywood e al suo musical che racconta la forza dei sogni e dell’amore: il 32enne Damien Chazelle, e “La La Land”.

Partono gli applausi, la musica, gli abbracci, attori, produttori e regista di La La Land salgono sul palco per ricevere il premio, appare anche la scritta in sovrimpressione che confermava la vittoria di La La Land. Jordan Horowitz, uno dei tre produttori del film, ha fatto il suo discorso di rito.

In realtà è solo uno sbaglio, un’errore assurdo, per certi versi “crudele”, la clamorosa gaffe legata all’annuncio dell’Oscar 2017 al miglior film, è stata chiarita solo piu’ tardi da Tim Ryan, uno dei dirigenti della PricewaterhouseCoopers, la società che storicamente si occupa di gestire (in totale sicurezza e segretezza) lo spoglio delle schede di votazione, la stampa e l’imbustamento delle schede dei vincitori.

In effetti si è trattato di un errore umano, il Sig. Brian Cullinan, partner della PricewaterhouseCoopers, che si trovava sul lato sinistro del palco, ha consegnato a Warren Beatty la busta sbagliata. D’obbligo le scuse ai realizzatori di La La Land per non essere riusciti a segnalare la cosa prima che iniziassero a fare i loro discorsi di accettazione.

La La Land ha comunque dominato la scena con 6 Oscar pesanti compreso quello per miglior regia a Damien Chazelle e miglior attrice protagonista Emma Stone, miglior scenografia a Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco, miglior fotografia a Linus Sandgren, miglior colonna sonora a Justin Hurwitz e miglior canzone a “City of Stars” di Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul. L’Italia vince col premio miglior trucco andato a Bertolazzi e Gregorini per ‘Suicide squad’. Ringraziando per il premio ricevuto, Bertolazzi, durante una serata in cui il presidente Donald Trump è stato il convitato di pietra, ha dedicato il premio “a tutti gli immigrati”. Ancora una volta la professionalità, l’estro e la creatività degli italiani hanno avuto un doveroso riconoscimento.

Fuocoammare di Gianfranco Rosi, il documentario sugli sbarchi a Lampedusa purtroppo non ce l’ha fatta a vincere, anche se essere giunti alla nomination è comunque un gran bel successo. Tra ironia e commozione, l’apparizione sul palco di Michael J. Fox, chiamato a consegnare l’Oscar per il miglior montaggio, conquistato da “La battaglia di  Hacksaw Ridge”, l’applauso più grande è stato però per l’attore di “Ritorno al futuro” malato, tremante, ma comunque forte e spiritoso come sempre.

L’Oscar per il miglior film straniero è andato a “Il cliente”, del regista iraniano Ashgar Farhadi che, assente, ha fatto leggere il proprio messaggio: “Grazie, non sono presente per rispetto degli altri paesi toccati dal bando anti-Islam. Dividere il mondo tra noi e i nemici crea paure. Impedisce la democrazia. Il cinema invece, può creare empatia tra i popoli, e oggi più che mai ce n’è bisogno”.

Poi tutto è stato inghiottito dalla notte di Los Angeles con i suoi mille party post Oscar, anche quest’anno il piu’ esclusivo e significativo è quello organizzato dalla Elton John AIDS Foundation Academy Award Party, spacchi inguinali, scollature profonde e trasparenze, al servizio della ricerca.

 

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