Stop a tensioni e liti durante l’attesa, al Pronto Soccorso di Livorno debuttano i facilitatori relazionali. Due professioniste in gilet giallo aiuteranno pazienti e famiglie a gestire ansia e informazioni nei momenti più critici.
Il servizio, già attivo da qualche settimana, rappresenta una novità importante che potrebbe rivoluzionare l’attesa non solo per i cittadini ma anche per gli stessi dipendenti del pronto soccorso. I pazienti ed i loro familiari infatti non resteranno più soli e riceveranno supporto dalle psicologhe Angela Villani e Irene Spiga che spiegheranno loro cosa sta succedendo, riducendo così l’ansia e facendo da tramite tra medici e familiari. Per quanto riguarda invece il personale sanitario l’introduzione dei facilitatori comporterà meno stress e meno aggressioni, avere qualcuno che si occupa dell’aspetto emotivo permetterà infatti a medici ed infermieri di concentrarsi esclusivamente sulle cure cliniche senza subire la pressione dei parenti.
“Il Pronto Soccorso rappresenta la principale porta di accesso all’ospedale ed è anche uno dei contesti più delicati dal punto di vista relazionale – ha sottolineato il direttore del Pronto Soccorso di Livorno, Luca Dallatomasina –. In queste situazioni possono emergere tensioni legate all’attesa e alla preoccupazione per le condizioni di salute. La presenza dei facilitatori relazionali consente di intercettare precocemente questi segnali, favorire una gestione più efficace delle criticità e offrire un supporto informativo e comunicativo a pazienti e familiari fin dal loro arrivo, contribuendo a rendere più fluido e sereno il percorso in Pronto Soccorso”.
Sull’importanza dell’iniziativa è intervenuto anche il direttore del presidio ospedaliero, Spartaco Mencaroni, che ha dichiarato: “L’introduzione dei facilitatori relazionali rappresenta un valore aggiunto per il nostro ospedale, perché rafforza l’attenzione alla persona e alla qualità dell’accoglienza. Si tratta di un servizio che integra e supporta il lavoro degli operatori sanitari e che può contribuire in maniera significativa anche a ridurre situazioni di conflittualità e possibili episodi di violenza nei confronti del personale, favorendo un clima più sereno e collaborativo all’interno del Pronto Soccorso”.




