Ospedale di Livorno, diagnostica in ginocchio tra furti e guasti. Mugnai (FI) «La Regione si pronunci sui provvedimenti da attuare»

FIRENZE – Prima il guasto al macchinario della risonanza magnetica, poi il furto di attrezzature negli ambulatori della gastroenterologia: in pochi giorni due eventi avversi hanno messo in ginocchio l’attività diagnostica presso l’ospedale di Livorno, e a nulla sono valsi finora gli appelli a ottenere macchinari ‘supplenti’ in prestito dalle altre Asl di Area vasta. Così, se da un lato l’assicurazione copre i danni patrimoniali subiti dalla Asl per il furto, non altrettanto avviene per i cittadini i cui esami vengono rinviati a data da definire o subiscono un incremento delle liste d’attesa. Di questa dinamica che vede i pazienti sempre lasciati indietro dal sistema chiede conto con un’interrogazione il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana Stefano Mugnai (capogruppo di Forza Italia).

Richiamata a beneficio della giunta regionale la stretta cronaca dei fatti tra danni, disagi e prospettive, Mugnai poi segnala che, secondo i dati forniti dalla ex Asl 6 di Livorno aggiornati allo scorso agosto, già con i macchinari a regime «il tempo medio di attesa (TMA) aziendale per le prestazioni di risonanza magnetica (RM) oscilla tra 39 e 145 giorni, a seconda della centratura» e quello «per la colonscopia (no screening) è di 56 giorni, con picco di 113 giorni nel distretto Cecina». Numeri destinati inevitabilmente a crescere in maniera più che rapida, se solo il macchinario di risonanza magnetica guasto garantisce 34 prestazioni al giorno tutte impossibili dallo scorso mercoledì.

Insomma, come pensa di rimediare la Regione? Riassumendo molto è quanto chiede Mugnai invocando risposta scritta a più quesiti. «Come e in quali tempi si pensi di ripristinare la piena erogazione dei sopracitati servizi?», domanda l’esponente di Forza Italia. E ancora: «La giunta non reputa che l’attuale assetto di Area vasta debba consentire anche di assorbire eventi avversi come quelli verificatisi a Livorno, senza differimento degli esami ma con loro semplice dislocazione»? «Si reputano adeguati i dispositivi di sicurezza attivi presso le strutture sanitarie, sempre più spesso oggetto di furti di farmaci, macchinari, materiale sanitario di varia natura, per il quale le assicurazioni coprono i danni patrimoniali alle aziende ma non i disagi per i cittadini utenti? E se no, esiste già un piano regionale per la loro implementazione»?

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