Ospedale Versilia e riduzione dei servizi: cos’è l’Area vasta 

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VERSILIA (di Chiara Bini) – La nuova riorganizzazione del sistema sanitario regionale continua a trascinare dietro di sé polemiche e discussioni. Il caso più recente vede coinvolti i cittadini versiliesi, impegnati in una raccolta firme per poter indire il referendum abrogativo contro la legge che prevede l’accorpamento dell’Asl 12 di Viareggio nel progetto Area vasta e la riduzione dei servizi cui potrebbe essere sottoposto l’Ospedale Versilia.

La situazione che vede coinvolta l’azienda sanitaria e l’Ospedale Unico è comune a molte altre dell’intera Toscana. Lo scorso 16 marzo la Regione ha approvato, per l’appunto, la legge numero 28, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016, secondo la quale le aziende unità sanitarie locali e le aziende ospedaliero-universitarie saranno integrate in un’unica azienda che copre un’intera area vasta. Ciò avrà come risultato il miglioramento del servizio sanitario, l’abbattimento dei costi di gestione e l’ottimizzazione dell’organizzazione delle aziende. Questo è quanto annunciato dalla legge regionale, eppure molti sono i dubbi e le perplessità dei cittadini, che non hanno ancora chiaro cosa tutto ciò comporti.

Innanzitutto, è necessario definire cosa si intenda per Area vasta. Il sistema sanitario della Regione Toscana si compone, al momento, di 12 aziende sanitarie locali (ASL), che coprono tutto il territorio. Secondo la legge 28/2015, però, queste saranno ridotte a 3, ognuna corrispondente a una porzione di territorio molto ampia, denominata, appunto, Area vasta.

La regione si dividerà quindi in Area vasta centro (entro cui saranno comprese le ASL di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli), Area vasta nord-ovest (ASL di Massa e Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Viareggio) e Area vasta sud-est (ASL di Siena, Grosseto, Arezzo).

La legge è stata approvata, le varie aziende stanno provvedendo a riorganizzarsi in vista del nuovo anno, guidati da un team numeroso: 3 Commissari, uno per ciascuna Area vasta (Paolo Morello Marchese per il centro, Maria Teresa De Lauretis per il nord-ovest ed Enrico Desideri per il sud-est), 12 vicecommissari e 3 Commissari per la programmazione.

Poco chiare sono le conseguenze dell’applicazione di tale legge per i cittadini. L’integrazione di più aziende sanitarie locali potrebbe andare a incidere sui servizi a disposizione, che potrebbero diminuire nel corso dei prossimi mesi. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che a oggi le Istituzioni non hanno ancora spiegato se e come la riorganizzazione delle ASL nelle Aree vaste inciderà sulla quotidianità dei cittadini.

Proprio i cittadini hanno cominciato a organizzarsi in comitati e gruppi di protesta, per dimostrare l’importanza di aziende sanitarie e ospedaliere locali, in grado di soddisfare le necessità dei pazienti (o potenziali tali), senza dover compiere spostamenti eccessivi o prolungare le già lunghe liste di attesa.

In realtà, persino gli ospedali coinvolti, come l’Ospedale Unico Versilia, non sanno definire i contorni della situazione né al momento sono in grado di chiarire come cambierà il loro stesso funzionamento. Il tempo stringe, i cittadini chiedono una spiegazione che, però, tarda ad arrivare.

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