Osteoporosi, movimento e postura: l’attività fisica è anti-invecchiamento

Prof. Elena Martinelli

di Elena Martinelli – Promuovere stili di vita corretti è uno dei compiti principali della sanità pubblica; è fondamentale che tutti abbiano accesso alle diverse opportunità di prevenzione delle malattie e promozione della salute, ma è anche un preciso dovere di ognuno di noi essere parte attiva nella gestione della propria condizione. L’attività fisica è un requisito non eliminabile di promozione della salute e le Scienze Motorie forniscono le informazioni necessarie ad acquisire consapevolezza di sé (presa di coscienza del proprio corpo e apprendimento delle strategie utili ad una corretta gestione del corpo e dei suoi eventuali disturbi). In particolare la disciplina che insegno all’Università di Firenze “Attività Motoria Preventiva, Compensativa e Adattata” rappresenta uno strumento di crescita e di formazione attraverso il movimento studiato per soddisfare le esigenze estetiche e funzionali della persona di ogni età.

La prevenzione e la promozione di corretti stili di vita riducono l’incidenza e la prevalenza di molte  malattie “contemporanee” tra le quali spiccano in modo particolare le malattie croniche, degenerative e le affezioni da sovraccarico biomeccanico dello scheletro. L’osteoporosi è una patologia demineralizzante sistemica, progressiva, caratterizzata da un alterazione metabolica della microarchitettura del tessuto osseo che provoca una riduzione della quantità di sostanza ossea totale per unità di volume osseo, una ridotta resistenza  e l’aumento della fragilità dell’osso stesso.

E’ una malattia che colpisce tutti ma, soprattutto le donne dall’età menopausale in poi.

Da uno studio epidemiologico nazionale è emerso che:

  • circa il 50% della popolazione femminile attuale (su un totale di circa 30 milioni di donne) si trova in fase pre e postmenopausale;
  • il 23% circa delle donne con oltre 40 anni di età e il 14% degli uomini con oltre 60 anni è affetto da osteoporosi ma solo una donna su due sa davvero di esserlo e la stessa mancanza di consapevolezza riguarda un uomo su cinque.

La compromissione della robustezza dell’osso predispone ad un aumento del rischio di frattura e questo ne è l’aspetto più importante: testa del femore, ossa del polso e colonna vertebrale le zone più a rischio. Le fratture osteoporotiche sono molto invalidanti e obbligano la persona a lunghe degenze e ad immobilità che a loro volta indeboliscono ulteriormente le ossa.

L’osteoporosi è una malattia e va curata; accanto ai farmaci per combattere l’osteoporosi, l’esercizio fisico riveste un ruolo fondamentale.

Cosa succede in generale alle persone anziane?

Diventano più sedentarie, riducono i movimenti per adattarli alle semplici necessità quotidiane, si risparmiano e quando sentono la fatica smettono qualunque esercizio fisico. Inoltre spesso hanno già altre disabilità (vista, udito, dolori articolari) e questo complica le cose. La riduzione del movimento provoca diminuzione della massa ossea e della forza muscolare mentre è accertato che con un programma di esercizi atletici si può ottenere un considerevole aumento della forza muscolare e della massa ossea e quindi per la prevenzione conviene praticare e mantenere l’abitudine all’esercizio fisico durante tutta la vita.

Gli studi biomeccanici dimostrano che l’osteoporosi modifica la trabecola (che costituisce l’osso del corpo vertebrale) che perde la sua funzione strutturale  (riduzione della rigidezza e della resistenza meccanica dell’osso, maggior rischio di frattura anche per carichi statici di compressione e posturali).

Oggi si tende a combattere la sedentarietà e a mantenere la forza muscolare degli arti inferiori consigliando soltanto di camminare 30 minuti al giorno; è senz’altro una buona abitudine, sempre che si cammini di buon passo, migliora lo stile di vita di chi resta ore e ore in solitudine davanti alla TV ma è inefficace nel ritardare la perdita di massa ossea vertebrale e delle ossa del poso. Riguardo al femore poi, la forza muscolare non basta a prevenire le cadute e bisogna allenarsi all’equilibrio e alla coordinazione e stimolare  piedi e caviglie. Inoltre bisogna controllare che il modo di camminare sia corretto ed eventualmente intervenire  con esercizi specifici sul tapis roulant. Ecco perché bisogna che l’attività motoria, opportunamente adattata, sia condotta dal professionista laureato in Scienze Motorie.

In età menopausale bisogna incrementare l’attività fisica in generale, l’attività aerobica, attività ludiche come il ballo e  il lavoro con piccoli pesi; i pesi  costringono i muscoli ad un maggior lavoro, li irrobustiscono e questo produce un rallentamento della fragilizzazione delle ossa.

I problemi che si associano all’osteoporosi sono soprattutto: dorso curvo, mal di schiena e alle ginocchia, artrosi, pigrizia, ripetitività degli schemi motori, paura di cadere.

Alla base di tutte le attività ci deve essere perciò il riequilibrio posturale, indispensabile per la colonna vertebrale osteoporotica, infatti tipico dell’anziano è l’atteggiamento curvo; tenendo la schiena curva, il corpo della vertebra subisce un carico maggiore davanti e se l’osso è osteoporotico, sarà più a rischio di frattura e lo sarà, in questo caso, proprio perché il carico non è ben distribuito. A seguito di una frattura “a cuneo” del corpo vertebrale, l’atteggiamento curvo in quel punto diventa inamovibile e il sovraccarico anteriore si può controbilanciare soltanto intervenendo sullo schema posturale e sull’aumento della muscolatura del dorso.

Quindi massima attenzione prima di affrontare un programma di esercizi di prevenzione dei danni da osteoporosi e ricordarsi che per mantenere in efficienza tutto l’apparato locomotore, ridurre i sovraccarichi, stimolare tutta la muscolatura, la persona deve imparare gli esercizi specifici e a gestirsi in modo utile per la propria salute. Almeno inizialmente il programma deve essere personalizzato.

In conclusione ottimizzare la salute dell’osso è un processo che dura tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine. Agire sui fattori che influenzano la salute dell’osso a tutte le età è essenziale per prevenire l’osteoporosi e le possibili fratture conseguenti. Nell’anziano vi sono fattori aggiuntivi che contribuiscono significativamente all’aumento di incidenza di fratture, quali le cadute più frequenti, le posture scorrette e vari processi degenerativi associati.

Ogni modificazione morfofunzionale implica delle  variazioni ed un riadattamento del sistema nel suo insieme. Si tratta di un processo estremamente fine e articolato, composto da complessi meccanismi di feedback (retroazione)e feedforward (anticipazione), in base ai quali, quando il SNC avverte una modificazione posturale e/o di adattamento organico, attiva le opportune risposte muscolari in retroazione o in anticipazione dell’azione, tramite modelli comportamentali precostituiti.  I riflessi posturali permettono al sistema di controllare le oscillazioni, variando il tono muscolare. Le modificazioni posturali  devono tendere ad un equilibrio fisiologico per sesso ed età e le Scienze Motorie offrono la risposta adeguata a molti di questi problemi oltre a mantenere/incrementare l’equilibrio psicofisico e il benessere generale.

Consigli:
– riequilibrare la postura e mettere in pratica le informazioni di educazione comportamentale per prevenire i danni da sovraccarico (Postural Back School metodo C.A.MO.®)
– evitare la vita sedentaria e solitaria
– evitare il soprappeso corporeo
– mantenere le attività ludiche (ballo)
– camminare correttamente e se necessario usare il bastone o le racchiette,
– fare le scale in salita e in discesa
– esercitarsi quotidianamente con gli esercizi appresi con  un programma personalizzato
– preferire le attività all’aria aperta, usare la bicicletta o il triciclo
– effettuare esercitazioni aerobiche e allenarsi con piccoli pesi
– effettuare esercitazioni di equilibrio, propriocezione e coordinazione
– prediligere esercitazioni che coinvolgono tutto il corpo e i grandi apparati
– evitare di praticare sport se non adeguatamente preparati e con attrezzatura idonea
– farsi guidare esclusivamente da professionisti laureati in Scienze Motorie

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

elena.martinelli@unifi.it

info@metodocamo.it

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