‘Ovunque proteggi’: il corto sulla strage di Viareggio vince anche al Prato Film Festival

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(di Stefania Bernacchia) E’ stata una serata all’insegna del ricordo e delle forti emozioni quella vissuta ieri sera al Prato Film Festival. Il cortometraggio ‘Ovunque proteggi’, basato sulla strage ferroviaria di Viareggio, ha vinto nella sezione ShorTuscany: Film cortometraggi in concorso autori toscani. Presenti in sala il regista Massimo Bondielli e il co-autore Luigi Martella, entrambi della Caravanserraglio Film Factory e i protagonisti della pellicola Daniela Rombi e Marco Piagentini. Reduce da molte vittorie in Festival nazionali e non, ultima delle quali il Global Short Film Awards premiato al Festival di Cannes lo scorso 21 Maggio, il cortometraggio ‘Ovunque proteggi’ ha ancora una volta scosso le coscienze di chi ha visto o rivissuto in quei 11’30’’ quello che accadde la sera del 29 giugno 2009 nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio, un disastro dalla portata immane che determinerà una nuova era nella storia di una città, destinata a non essere mai più quella di prima. ovunque-proteggi-717x530Abbiamo incontrato gli autori e i protagonisti di questo toccante documentario e abbiamo chiesto loro come si possa trovare la forza di raccontare un momento così tragico e drammatico. Ci siamo avvicinati ai familiari in punta dei piedi, per otto mesi abbiamo solo parlato, ascoltato, domandato. Senza telecamera, senza registratore. Ci siamo avvicinati pian piano e poi affiancati: abbiamo cercato di capire loro, prima della loro storia, spiega il regista Bondielli. E’ stato un lavoro difficile, all’inizio avevamo quasi paura ad affrontare un viaggio di tale portata emotiva, ma poi siamo diventati quasi una famiglia e nella drammaticità questa è stata la parte più bella e costruttiva, prosegue il co-autore Martella. Quello che volevamo, era raccontare il lato umano della vicenda, il vissuto dei protagonisti e non l’aspetto meramente tecnico della storia, racconta Bondielli. Non è stato facile né per loro, né per noi, interviene Daniela Rombi, quando sei costretto a vivere una vita che non ti appartiene, ricominciare è estremamente difficile e raccontare la tua vita di prima è un lavoro veramente duro, ma loro sono stati davvero eccezionali nel metterci a nostro agio e non farci sentire il peso di ciò che abbiamo vissuto. Sì, sono stati bravi a tracciare il sentiero che avremmo dovuto percorrere insieme per affrontare questo viaggio e raccontare in 11 minuti quello che abbiamo vissuto quella sera, prosegue Piagentini. Hanno avuto rispetto, capendo quello che da sette anni chiediamo: giustizia. Io quella notte ero a casa  con la mia famiglia, nel posto più sicuro al mondo eppure è successo quello che tutti sanno. Chiedo e chiediamo quindi che i responsabili di quanto accaduto paghino per quello che è successo, affinchè tragedie del genere non accadano mai più. La vicenda ha colpito veramente tutti coloro che per la prima volta hanno assistito alle scene proposte nel cortometraggio, interviene Martella. In tutti i Festival in cui siamo stati, lo spettatore è rimasto in silenzio, incredulo, commosso e questa condivisione di emozioni era un po’ il nostro intento: raccontare il lato umano della vicenda e scuotere le coscienze. Sono già iniziate le riprese di quella che era l’idea originaria, ovvero la realizzazione di un lungometraggio, dal titolo emblematico ‘Il sole sulla pelle’. Il regista ci conferma che la produzione dovrebbe finire in concomitanza con la sentenza di primo grado (all’incirca ad ottobre p.v.) e che ‘Ovunque proteggi’ è da intendersi come embrione del futuro documentario narrativo, in uscita dunque nei primi mesi del 2017. Come location il film vedrà sicuramente Viareggio, ma anche altre zone della Toscana (ad esempio la Garfagnana) e Padova, dove Piagentini ha trascorso diversi mesi ricoverato in ospedale. Per sostenere la produzione del film, è stata lanciata anche una raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding ‘Produzioni dal basso’. L’associazione onlus ‘Il mondo che vorrei’ , nata dopo gli eventi del 29 giugno per volontà dei familiari delle vittime, sta diventando un gruppo sempre più numeroso e affiatato che promuove idee sempre nuove per testimoniare ciò che è successo e cercare di trasformare il mondo in come lo vorremmo appunto. A differenza di altre associazioni, la nostra è molto attiva, interviene Piagentini, e all’attivo ha già una mostra, tre libri, un fumetto, uno spettacolo teatrale, un cortometraggio e a breve anche un film. Giovedì prossimo sarà un appuntamento molto importante per tutti noi, prosegue, perché è previsto un consiglio comunale aperto nel quale presenteremo un documento, una sorta di carta costituzionale, ove si legge ben chiaro che ‘i familiari delle vittime ritengono che ai manager e agli amministratori delegati di aziende pubbliche debba essere imposta per statuto la rinuncia alla prescrizione, impegnando tutti affinché i reati per il procedimento in corso non cadano in prescrizione’. Dopo il consiglio comunale aperto, infatti, dovrà seguire una seduta vera e propria per il voto sul testo proposto. Altri consigli comunali attendono che Viareggio approvi il documento, per poi procedere sulla stessa strada. Non sarà cosa semplice ed i familiari delle vittime lo sanno. Viareggio la notte del 29 giugno 2009 ha iniziato un’era nuova: quella in cui si pensa al mare e al carnevale con un po’ di spensieratezza in meno. In tutto questo dramma però emerge un aspetto davvero straordinario, ovvero la grande forza e la grande bellezza dei due protagonisti del cortometraggio, Daniela Rombi e Marco Piagentini. La loro energia e la loro voglia di vivere è il messaggio più grande che potessero mai trasmettere: un messaggio universale, come quello di ‘Ovunque proteggi’.

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