Sull’urbanistica arriva l’appello di padre Bernardo Gianni “a fermarsi” e “a risvegliarsi sull’urbanistica fiorentina che sta tradendo il sogno di La Pira”. Tra il cubo nero, l’edificio nato al posto dell’ex teatro Comunale, e le ultime polemiche sulla nuova strada Pistoiese-Rosselli e sull’area ex Ogr, padre Bernardo Gianni ha fatto un appello sui social dal titolo “Firenze, fermati!”. Secondo padre Bernardo, intervistato da Repubblica, c’è “un trend di operazioni sbagliate che mettono insieme il cubo nero dell’ex Comunale, Costa San Giorgio, la Calza, lo studentato di via Pietrapiana, l’hotel di viale Belfiore e ci aggiungerei i martiri di via Mariti, del cantiere Esselunga al cui posto si invoca un’area verde. Sono opere che meriterebbero una riconsiderazione complessiva”. “Il bello e il buono vanno insieme – aggiunge -, qui spesso abbiamo il brutto e il cattivo, la speculazione. Noto anche segnali positivi: l’apertura dell’Opera del Duomo all’acquisto di appartamenti per le famiglie va in una direzione importante. Anche le Murate sono state uno splendido esempio di rigenerazione”. “Se vedo una crisi morale della città? Io sento che è segnata da un disagio, da un grande senso di insicurezza, per certi versi inevitabile. Firenze, che pure ha un dna di forte radicamento, vede smarrita la sua intelaiatura sociale. Il tema della sicurezza non è una parte politica, è il tema di un doveroso benessero sociale, di tutti. Soprattutto delle nostre periferie, che portano le cicatrici della contemporaneità. Vedo le baracche sotto l’Indiano. C’è una rimozione. E questo pesa sulla coscienza di tutti, prima di tutti la mia”. Le critiche sono rivolte “all’anima della città certo, e anche chi ci amministra ha un’anima. Spero che le mie riflessioni interpellino tutti, che ci riportino allo spirito di quello che volevamo diventare nella pandemia. Soprintendenze, decisori, categorie economiche. La sensazione è che lo sforzo pubblico sulla casa ad esempio non sia adeguato alle esigenze”.
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