Padre Bernardo: “Più armonia sull’urbanistica di Firenze”

Padre Bernardo Gianni, abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte, torna a intervenire sul dibattito che riguarda il futuro di Firenze e lo fa con parole nette. Da sempre abituato a esprimere apertamente il proprio pensiero, questa volta punta l’attenzione sul tema dell’urbanistica, chiedendo un confronto ampio e condiviso sullo sviluppo della città.
Secondo l’abate, Firenze avrebbe bisogno di una sorta di “stati generali dell’urbanistica”, un momento di ascolto e partecipazione che coinvolga cittadini, quartieri e rioni, considerati l’anima autentica della città. Un percorso che, nelle sue intenzioni, dovrebbe permettere di raccogliere le esigenze del territorio e costruire una visione comune sul futuro urbano.

Nel suo intervento emerge anche un richiamo alla necessità di maggiore sintonia tra le istituzioni. Il riferimento appare rivolto sia all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Sara Funaro sia alla Regione Toscana presieduta da Eugenio Giani. “Secondo me Firenze avrebbe bisogno di una sorta di stati generali dell’urbanistica, anzitutto per sentire un po’ la voce del popolo, dei quartieri, dei rioni che costituiscono l’anima della nostra città, e poi perché è bene che coloro che ci governano abbiano una sorta di armonia senza la quale c’è da aspettarsi dissonanze più strane”, afferma Padre Bernardo.

L’abate propone quindi una fase di riflessione condivisa, invitando le istituzioni a mettere da parte contrapposizioni e polemiche per concentrarsi sugli obiettivi comuni. “Una pausa di riflessione in cui mettersi insieme e studiare un po’ il volto che vogliamo dare alla città. L’unità non significa omogeneizzazione dei pensieri e delle posizioni ma quantomeno uno sforzo di concertazione e un ritornare a riconoscere l’essenziale del bene comune che premia, non soltanto la qualità anche elettorale, ma soprattutto la qualità. Anche verso coloro che, magari oggi non sono nati, e che un giorno giudicheranno ciò che stiamo facendo”.

Un messaggio che invita al dialogo e alla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa per Firenze, capace di guardare oltre le esigenze del presente e di lasciare un’eredità positiva alle future generazioni.


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