Con la presentazione del Drappellone entra nel vivo il cammino verso il Palio del 2 luglio. Ieri pomeriggio, nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico, Siena ha svelato l’opera realizzata da Ismaele Nones, dedicata alla Madonna di Provenzano e intitolata all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Un Cencio che intreccia simboli religiosi, identità cittadina e tradizione paliesca in una composizione ricca di richiami alla storia di Siena.
L’opera è costruita come un’unica grande narrazione. Nella parte superiore domina la Madonna di Provenzano, raffigurata con la corona e la tradizionale lamina d’argento, trasformata dall’artista in uno spazio narrativo che ospita San Francesco mentre detta il suo “Piccolo testamento di Siena”, circondato da uccelli. Ai lati trovano posto le dieci Contrade che correranno il Palio.
“La presentazione del Drappellone segna l’inizio del percorso che ci accompagnerà fino al Palio – ha dichiarato il sindaco Nicoletta Fabio –. Ismaele Nones ha saputo interpretare la tradizione con grande sensibilità, realizzando un’opera profondamente rispettosa dell’identità di Siena. Particolarmente significativa è la scelta di rappresentare i due cavalli non nella competizione, ma in un atteggiamento giocoso: un’immagine che invita a riflettere sul senso più autentico della rivalità nel Palio, dove l’avversario è una presenza indispensabile”.
Per il curatore e critico d’arte Davide Ferri, il Drappellone rappresenta “l’incontro tra la grande tradizione del Palio e una delle voci più interessanti della giovane pittura italiana contemporanea”. Ferri ha evidenziato l’equilibrio tra i simboli storici della Festa e il linguaggio pittorico di Nones, sottolineando il valore della scena centrale con i due cavalli come richiamo “a una danza gioiosa e rituale”.
Emozionato anche l’autore del Cencio. “Questo Drappellone nasce principalmente dalle persone che ho incontrato in questo straordinario percorso – ha detto Ismaele Nones –. Il ringraziamento più grande va a tutti i cittadini di Siena, per l’accoglienza, la disponibilità e l’affetto che mi avete dimostrato in questi mesi. Grazie di cuore. Viva il Palio. Viva l’arte”.
Durante la cerimonia sono stati presentati anche il Masgalano 2026, realizzato da Antonio Benocci e Beatrice Arcamone e donato dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siena.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.






