Palio, gli animalisti dichiarano guerra: «Pronte le denunce»

SIENA– Il Partito Animalista Italiano torna all’attacco del Palio e alza il livello dello scontro, annunciando di essere pronto a presentare denunce nel caso in cui la corsa venga disputata. Una posizione destinata ad accendere la polemica in città, dove la manifestazione rappresenta uno dei simboli più radicati dell’identità senese.

Secondo il movimento, infatti, la riforma dei reati contro gli animali entrata in vigore il 1° luglio 2025, che dà attuazione alle modifiche degli articoli 9 e 41 della Costituzione introdotte nel 2022, avrebbe cambiato radicalmente il quadro normativo. Per gli animalisti, gli animali sono oggi «soggetti autonomi di diritto» e godono di una tutela costituzionale rafforzata.

Da questa premessa deriva la conclusione del Partito Animalista: il Palio sarebbe diventato «fuorilegge». Secondo il movimento, infatti, la storica corsa non può essere considerata una manifestazione sportiva disciplinata dal Coni, ma una manifestazione popolare che finora avrebbe trovato copertura in norme speciali e nella legge 189 del 2004. Disposizioni che, alla luce della riforma del 2025, sarebbero da considerare «abrogate o, comunque, costituzionalmente incompatibili» con i nuovi principi sanciti dalla Carta.

Una lettura che, se portata avanti, potrebbe aprire un nuovo fronte giudiziario attorno alla Festa. «Aspettiamo il Palio – afferma il Partito Animalista Italiano – e, a determinate condizioni, siamo pronti alla denuncia qualora venga corso».

Si tratta però di una posizione sostenuta dal Partito Animalista e non di un orientamento consolidato della giurisprudenza. Al momento, infatti, il Palio continua a svolgersi sulla base della normativa vigente e non risultano pronunce che abbiano dichiarato illegittime le disposizioni che ne regolano lo svolgimento.

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