“La tutela del Palio deve essere affrontata nella sua interezza”. È da qui che il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio è partita col suo discorso nella consueta conferenza stampa che precede la Carriera. Un intervento nel quale ha affrontato alcuni dei temi che hanno accompagnato questi giorni di Palio, a partire dalle polemiche sul Drappellone di Teodora Axente, fino al rapporto tra istituzioni civili e religiose e alla necessità di una maggiore condivisione sulle scelte che riguardano la Festa.
“Non possiamo pensare di difenderne un aspetto separandolo dagli altri, perché il Palio è un organismo complesso nel quale storia, tradizione, sicurezza, tutela del cavallo, rispetto delle regole, immagine, identità culturale, dimensione religiosa ed espressione artistica sono profondamente intrecciati” ha detto Fabio, spiegando di essere rimasta “profondamente amareggiata” dalle osservazioni emerse sul Drappellone, sui cui era intervenuta anche la Diocesi, e richiamando tutti a “senso di responsabilità, rispetto e misura”.
Per il Sindaco, la tutela della Festa deve passare da un’azione condivisa tra Comune, Contrade, Magistrato delle Contrade, Consorzio per la Tutela del Palio e istituzioni religiose. “Non possiamo procedere per compartimenti stagni” ha sottolineato, pur ribadendo che ciascuno deve mantenere il proprio ruolo e le proprie competenze. Un principio che, secondo Fabio, deve valere anche per il rapporto con la Chiesa: “Il confronto con le istituzioni religiose è doveroso e necessario” ma non deve tradursi “nello snaturamento dell’arte o nella compressione della libertà espressiva” dell’artista.
Sul Drappellone di Teodora Axente, il Sindaco ha quindi confermato la propria posizione. “Il Palio di Siena è una celebrazione viva che non ha mai avuto timore di misurarsi con la contemporaneità e con la complessità del linguaggio artistico”. Secondo Fabio, nell’opera dell’artista romena c’è “la ricerca di una protezione divina che si manifesta con severità e forza” nel cinquecentenario della Battaglia di Camollia. Il Sindaco ha inoltre accolto il richiamo della Chiesa e del Collegio dei Correttori sulla necessità di accompagnare maggiormente gli artisti nel loro rapporto con Siena. “Quando una città discute per giorni di un’opera d’arte, non lo considero un problema, ma un privilegio” ha aggiunto.
Fabio ha poi affrontato il tema della committenza del Drappellone, definendola una responsabilità che “è del Sindaco e me la assumo per intero”. Per il futuro, ha detto di essere disponibile a confrontarsi con l’autorità religiosa e con il Magistrato delle Contrade sulle modalità con cui la committenza viene costruita e accompagnata. “Non per mettere l’arte sotto tutela, ma per aiutare l’artista a esprimere liberamente il proprio linguaggio dentro la storia, la devozione e l’identità percepita dal popolo senese. Quando scegliamo un artista non gli chiediamo di fare ciò che avremmo saputo immaginare noi. Gli chiediamo di incontrare Siena attraverso il proprio talento. Altrimenti non avremmo bisogno di un artista, ma di un esecutore”.
Ampio spazio anche al Monte dei Paschi di Siena, a partire dal riconoscimento del Mangia 2026 assegnato a Luigi Lovaglio. Fabio ha sottolineato il ruolo avuto dal manager nel rilancio dell’istituto e ha ribadito il valore del Monte per la città. “Il Monte non è semplicemente una banca o un insieme di filiali, ma una parte dell’identità di Siena da oltre cinquecento anni”.
Sul futuro della banca, il Sindaco ha quindi richiamato le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’auspicio che il Monte dei Paschi non venga smembrato e non perda nome e identità. “È un principio che Siena sta sostenendo con forza e in maniera unitaria” ha detto Fabio, annunciando l’incontro previsto giovedì 20 agosto a Roma con il ministro Giancarlo Giorgetti, insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e alla presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. L’obiettivo, ha precisato, non sarà interferire nelle dinamiche di mercato, ma chiedere la tutela “del patrimonio sociale, occupazionale ed economico”rappresentato dalla banca, con particolare attenzione all’integrità del gruppo, al marchio, ai livelli occupazionali e alla permanenza a Siena delle funzioni direzionali.
In chiusura, il Sindaco ha ricondotto i diversi temi affrontati alla stessa idea di tutela della Festa: “Difendere il Palio non significa soltanto reagire quando nasce una polemica o quando arriva un attacco dall’esterno. Significa lavorare ogni giorno affinché ogni sua componente sia tutelata e affinché le decisioni che lo riguardano siano inserite dentro una visione complessiva”. Una tutela che, secondo Fabio, “non appartiene a una singola istituzione” e che richiede unità, nel rispetto dei diversi ruoli e delle diverse responsabilità.



