Parco della Maremma, il Consiglio regionale approva il budget 2026-2028

Via libera del Consiglio regionale della Toscana al budget economico 2026-2028 dell’Ente Parco regionale della Maremma. La delibera è stata approvata a maggioranza dopo essere stata illustrata in Aula dal presidente della Commissione Ambiente e Territorio, Gianni Lorenzetti (Pd).

Hanno votato a favore Partito Democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono astenuti.

Il documento finanziario prevede il pareggio di bilancio per tutte e tre le annualità e fotografa una situazione economica in miglioramento sotto diversi aspetti. Tra i dati più significativi emerge un incremento del 36,59% dei finanziamenti europei, destinati a rafforzare le attività e i progetti dell’ente.

In crescita anche i ricavi derivanti dalle attività commerciali del Parco, che continuano a rappresentare una componente importante del bilancio. Oltre un quinto delle entrate complessive è infatti legato alla vendita dei biglietti, con circa 60 mila visitatori paganti ogni anno.

I costi del personale registrano un lieve aumento, pari al 2,68%, ma resta aperto il problema dell’organico. Durante l’illustrazione del provvedimento, Gianni Lorenzetti ha ricordato le parole del presidente dell’Ente Parco, che ha definito la situazione del personale “stabilmente drammatica”, evidenziando come la carenza di dipendenti costringa frequentemente l’amministrazione a ricorrere ad affidamenti esterni per garantire i servizi e le attività.

Dal punto di vista economico, la differenza tra il valore della produzione e i costi della produzione è pari a 73.525 euro, confermando l’equilibrio dei conti previsto dal documento approvato dall’Assemblea legislativa.

Con il via libera al budget 2026-2028, il Parco regionale della Maremma potrà proseguire le proprie attività di tutela ambientale, valorizzazione del patrimonio naturalistico e promozione turistica, facendo leva su un quadro economico stabile e su un incremento delle risorse europee, pur dovendo continuare a fare i conti con le criticità legate alla carenza di personale.


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