Parla Attilieni, presidente Lelli Kelly spa:”Un intero tessuto economico è distrutto, servono sostegni immediati”

Riceviamo e con piacere pubblichiamo intervento di Attilio Attilieni, presidente Lelli Kelly Spa.

“Non tutti sono a conoscenza del fatto che la filiera della moda, nello specifico le calzature e l’abbigliamento, è stagionale, e il momento più importante delle vendite dell’intero anno risiede nelle due settimane che precedono la Pasqua.

La Pasqua è, secondo la tradizione cristiana, un momento di rinnovamento interiore e di rinascita:
fisicamente, a torto o a ragione, questo rinnovamento è sempre stato esteriorizzato e reso visibile col cambio dell’abbigliamento. Gli esseri umani hanno bisogno di ricorrere, sempre, al dato
materiale (conscio di questo, Dio, nella religione che ha permeato gli usi e i costumi dell’Occidente, si è fatto uomo).

Il 27 Marzo sono stati riammessi alla vendita al pubblico i vivaisti. Eppure, l’abbigliamento e le
calzature sono attività stagionali al pari del florovivaismo (riflettere per credere).

Dal momento che la chiusura dei negozi di calzature e abbigliamento è stata giudicata necessaria (e non, per esempio, quella delle ferramenta e dei brico center) bisogna essere coscienti del disastro economico che ne seguirà e quindi mettere in atto un piano senza precedenti per sostenere la filiera tessile-abbigliamento-calzature e la piccola e media distribuzione di questo settore merceologico, che, già sofferente a causa del cambio dei modelli di consumo, si troverà (alla riapertura) senza un euro in cassa.

Andando nel pratico, si parla di negozi in sofferenza endemica (proprio a causa del cambio dei modelli di consumo avvenuto negli ultimi anni) che già avevano programmato di pagare gli acquisti dell’Inverno 2019 con gli incassi della Primavera 2020!

Queste misure di restrizione provocheranno (forse) un rallentamento dell’epidemia: non sta a noi esprimere un giudizio in tal senso. Quello che compete a noi rilevare è invece il fatto che provocheranno il completo e definitivo smantellamento del commercio al dettaglio in Italia, non solo del settore preso in esame, con il
conseguente fallimento di migliaia di aziende e l’impoverimento di milioni di operatori. Nessun
provvedimento del governo potrà mai far recuperare le vendite perdute nel momento clou all’interno di un settore già agonizzante.

Può apparire strano, o difficile a credersi, ma la realtà è che poche settimane di chiusura hanno distrutto un tessuto economico creato nel corso di sessant’anni. È necessario, però, almeno provare a tenere a galla questa filiera con sostegni economici immediati che permettano ai vari operatori di recuperare, subito, speranza e credito, nel tentativo di arrivare almeno a fine agosto, quando inizierà un nuovo periodo stagionale di vendite”.

lelly kelly
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