Cani che abbaiano e disturbo della quiete: quale tutela?

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VIAREGGIO – ( di Fabrizio Bartolini ) – Cani che abbaiano e disturbo della quiete: quale tutela?

Perdere il sonno può diventare davvero fastidioso . Alle volte abbiamo la sfortuna di avere vicini fastidiosi e particolarmente rumorosi. E se da un punto civilistico ci viene in soccorso la disciplina relativa la divieto di immissioni moleste, in ambito penalistico ci è di conforto l’art. 659 cp il quale disciplina le ipotesi di disturbo delle occupazioni o del riposo, altrimenti noto come disturbo della quiete.

La nozione

Il disturbo della quiete è disciplinato dall’art. 659 cp il quale prevede che chiunque, mediante schiamazzi o rumori, suscitando o non impedendo strepiti di animali disturbi le occupazioni o il riposo delle persone è punito con l’arresto sino a tre mesi o con l’ammenda. Il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo è reato di pericolo, il che significa che non è necessaria la prova che il disturbo investa un certo numero di persone essendo sufficiente una condotta tale da poter determinare quell’effetto. Ciò significa che ai fini della consumazione del reato è sufficiente che il rumore provocato dagli schiamazzi o dall’abbaiare insistente del cane superino la normale tollerabilità. La valutazione del criterio della normale tollerabilità va effettuata con riferimento alla media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente ove i rumori fastidiosi vengono immessi mentre è irrilevante l’assuefazione di alcune persone che abbiano giudicato non molesti tali rumori.

Quali ipotesi

Il disturbo della quiete pubblica si realizza con condotta omissiva ( ovvero non impedendo un fatto che si ha il dovere di impedire) o commissiva che non reprime ovvero che determina un comportamento idoneo a provare una sensazione di disagio e di intolleranza che determina un turbamento della pubblica quiete. Se in questa accezione può diventare fastidioso anche il suono di uno strumento musicale, ancora di più lo può diventare il continuo abbaiare di un cane. La Suprema Corte ha stabilito che chi non riesce a dormire a causa dell’abbaiare ininterrotto dei cani ha diritto ad essere risarcito, affermando inoltre che il ridotto ambito delle molestie non esclude la sussistenza del reato potendo esso ravvisarsi anche nel caso in cui rimanga leso l’interesse di una persona singola considerato che oltretutto l’abbaiare di cani, specialmente di notte, è un fatto potenzialmente idoneo a disturbare il riposo o l’occupazione delle persone che risiedono nelle vicinanze della fonte del rumore.

Parla l’avvocato, rubrica a cura dello studio legale Bartolini di Viareggio, per info contattare: info@bartolinistudiolegale.com

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