Google e il diritto all’oblio: la prima sentenza dei tribunali italiani

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VIAREGGIO – ( di Fabrizio Bartolini ) – Il Tribunale di Roma, a seguito di un ricorso presentato da un utente del web, si è trovato a dover decidere in merito al cosiddetto diritto all’oblio inteso come espressione del diritto alla privacy nelle vicende personali diffuse dai motori di ricerca e che non siano di pubblico interesse.

Infatti, a seguito di una sentenza della Corte Europea del 13 maggio 2015, in Europa tutti i cittadini potranno richiedere la rimozione dei contenuti personali dai risultati dei principali motori di ricerca.

Nel caso specifico, 17 dicembre 2014, veniva richiesto a Google di “deindicizzare” 14 URL risultanti da una ricerca concernente un nominativo con riferimento a vicende giudiziarie in cui era stato coinvolto senza che vi fosse mai, peraltro, stata pronunciata alcuna condanna.

Tali vicende vedevano il richiedente implicato in presunte truffe e guadagni illeciti che sarebbero stati realizzati da esponenti del clero e da professionisti romani.

Google tramite i propri legali si costituiva eccependo la nullità di tale ricorso affermando che quattro dei link contestati non erano più attivi e, nel merito, l’inesistenza del diritto all’oblio in relazione alle notizie riportate soprattutto in considerazione allo scorrere del tempo rispetto all’accadimento dei fatti e del ruolo dell’interessato nella vita pubblica.

Il Tribunale romano sposava i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia Europea cercando però di bilanciare l’interesse alla privacy del singolo individuo con l’interesse generale all’informazione da parte dei cittadini ma comunque riconoscendo il diritto all’oblio e cioè il diritto di essere cancellati dal sito.

A seguito di questa sentenza è possibile pertanto tutelarsi da interne facendo rimuovere le notizie da Google e tutelando la propria reputazione online eventualmente vulnerata.

Prima di esercitare i tuoi diritti online, bisognerà avere raccolto con esattezza le informazioni utili ad effettuare le procedure di rivendicazione, e risolvere il problema segnalando siti Internet, persone e contenuti che danneggiano la tua identità e i tuoi interessi.

Inoltre non va scordato che alla procedura di cui sopra spesso si affianca anche una tutela penale per il crimine informatico commesso : la sicurezza informatica e i reati di hacking, phishing e furto di identità digitale vanno diagnosticati con l’assistenza legale e il supporto di un tecnico informatico esperto in materia.

Per maggiori info contattare lo studio legale Bartolini a Viareggio

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