PARROCCHIE DI MASSAROSA CONTRO IL DECRETO SICUREZZA, MONTEMAGNI E RECALDIN(LEGA): “LA POLITICA SI FA NELLE AULE ISTITUZIONALI, NON DAGLI ALTARI ”

MASSAROSA –  Non si placa la polemica dopo il messaggio “Sicurezza e Migranti” pubblicato dalle parrocchie di Massarosa, un attacco diretto alle politiche del Governo e al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ottiene subito la piccata replica della Lega per bocca di Elisa Montemagni e Andrea Recaldin, rispettivamente capogruppo in consiglio regionale e commissario provinciale.

“Abbiamo sempre saputo – affermano Montemagni e Recaldin – che compito dei pastori di Dio è quello di curare le anime. Non ci risulta, infatti, che tra i compiti loro affidati rientrino anche le dichiarazioni politiche come emerge invece nel leggere le aspre critiche al Decreto Sicurezza da parte delle parrocchie di Massarosa.” “Di tanto in tanto leggiamo sulla stampa di scandali che riguardano uomini di Chiesa: sono notizie che feriscono noi credenti, ma mai, come rappresentanti politici, ci permetteremo di intervenire su temi che non riguardano. Piuttosto – proseguono gli esponenti leghisti – in un periodo in cui anche nella predetta località gli atti delinquenziali non mancano, si osteggia, un’iniziativa che tende a ridare un po’ di serenità ai cittadini.”

“Ci auguriamo – sottolineano Montemagni e Recaldin – che chi ha elaborato il messaggio (peraltro non nuovo a queste sortite) non abbia letto dettagliatamente il documento fortemente voluto da Matteo Salvini e quindi ne abbia tratto una visione assai distorta e parziale.” “E’ doveroso e fondamentale – insistono i rappresentanti del Carroccio – che l’immigrazione debba essere regolamentata e la netta diminuzione degli sbarchi e dei conseguenti morti, è chiaro sintomo che il modus operandi del Ministero dell’Interno sia efficace nell’affrontare una problematica rilevante che era stata completamente trascurata dai governi precedenti.” “Uno dei problemi che affligge la Chiesa di oggi è la “fuga” dei fedeli dai luoghi sacri, con messe sempre meno partecipate. E dichiarazioni politiche come queste, certo, non aiutano a tornare a frequentare, come noi auspichiamo, le nostre Chiese”.