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Parte (dopo sei anni) il Treno della memoria da Firenze ad Auschwitz

Oltre 400 studenti, 50 insegnanti, 46 scuole coinvolte: riparte (finalmente) il Treno della memoria, da Firenze ad Auschwitz. Erano sei anni che non veniva organizzato e stavolta è stato possibile in un periodo di guerra e conflitti che rende ancora più importante comprendere il valore della memoria: si tratta della 13/a edizione. Oltre a studenti e insenganti, viaggiano verso Auschwitz – il luogo forse più conosciuto dell’orrore nazista – anche alcuni universitari, rappresentanti delle comunità deportate e di associazioni antifasciste. Verranno anche svolti laboratori di approfondimento durante il viaggio. A salutare il treno in partenza dalla stazione di Santa Maria Novella il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Giani ha spiegato che “abbiamo dovuto ricollaudare l’esperienza”, dopo l’interruzione a causa del Covid e la ripresa dello scorso anno all’interno dei confini nazionali, nei campi di concentramento italiani. Quella di quest’anno è la 13/a edizione, ha ricordato, “un’esperienza che nacque proprio in Regione Toscana, ai tempi in cui direttore della cultura era Ugo Caffaz”, oggi consulente per le politiche della memoria, “e la riprendiamo dopo che abbiamo avuto l’opportunità di cogliere quanti ragazzi volessero partecipare”. Studenti, ha aggiunto Giani, che “saranno ambasciatori di memoria attraverso quello che vivranno in questi 5 giorni, i racconti delle sorelle Bucci”, Andra e Tatiana, “che incontreranno proprio là nei luoghi di Auschwitz, le bambine che allora riuscirono a sopportare i sacrifici del campo di concentramento”, dove invece morì il loro cugino. “Attraverso il Treno della memoria – ha concluso il governatore – diamo un messaggio anche al presente. Basta con le guerre, con la discriminazione degli altri, che sia discriminazione etnica, religiosa, razziale”.
Tra i presenti anche l’assessora alla memoria della Regione Alessandra Nardini secondo cui questo Treno della memoria “assume un significato ancora più importante alla luce anche dello scenario internazionale che stiamo vivendo”.


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