In un momento storico segnato da guerre, violenze e instabilità internazionale, la Pasqua diventa un invito alla riflessione e a un cambio di prospettiva personale e collettivo. È il messaggio del cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, che richiama con forza alla responsabilità di fronte al drammatico scenario globale.
Il presule descrive un tempo attraversato da “caos, guerre, violenze e tanta, troppo sofferenza che colpisce soprattutto i più fragili”, sottolineando come tra le persone emerga un diffuso senso di smarrimento e inquietudine. Una condizione alimentata anche dal susseguirsi di notizie di conflitti che rischiano di diventare quasi “abitudine”, con il pericolo di perdere la consapevolezza della sofferenza umana che si cela dietro i numeri e le cronache belliche.
Per Lojudice, è necessario reagire a questa deriva culturale e riportare al centro la persona: “Occorre rimettere al centro di ogni azione la persona umana, l’intera umanità. Se cediamo alla logica della guerra il mondo non potrà avere speranza”. Un richiamo netto che si traduce in un appello alla non violenza e al dialogo come unica via possibile per la risoluzione dei conflitti.
Il cardinale richiama anche le parole pronunciate dal Pontefice sulla situazione in Medio Oriente e in Iran, sottolineando come “la stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile”.
La Pasqua, in questo contesto, viene definita come un’occasione di conversione che non riguarda soltanto la dimensione spirituale, ma anche gli stili di vita quotidiani: “È l’occasione per una conversione non solo spirituale, ma anche negli stili di vita non centrati sull’io, ma sul noi”. Un passaggio che, secondo il cardinale, deve tradursi in un cambiamento concreto anche nelle relazioni sociali e familiari.
Il messaggio si intreccia con il richiamo alla figura di San Francesco d’Assisi, indicato come modello attuale per le nuove generazioni. Lojudice lo definisce un punto di riferimento capace di parlare ai giovani di oggi, spesso alla ricerca di senso in una società frammentata: “Francesco indica la strada giusta, soprattutto ai più giovani, dando loro un senso di vita più profondo e spirituale”.
Accanto alla dimensione spirituale, emerge anche il tema della custodia del creato, con il richiamo al “Cantico delle Creature” e all’attualità del messaggio francescano sulla natura come bene comune da proteggere e rispettare.
Nel suo intervento, il cardinale sottolinea infine il valore della pace come impegno quotidiano e condiviso: “Non posso e non voglio rassegnarmi alla guerra e alla violenza e pensando ai nostri giovani, alla loro forza di vivere, credo che non possiamo non continuare, nello spirito francescano, a lavorare per la pace ad ogni costo. Lo dobbiamo a loro, lo dobbiamo al loro futuro”.
Un augurio finale chiude il messaggio, con l’invito a vivere una Pasqua di speranza e rinnovamento interiore.
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