Passione, coraggio e ambizione: i successi di Gaimari, l’atleta specializzato in Ultracycling

LIVORNO – (di Bianca Leonardi) Passione, coraggio e fatica: sono tre delle doti che spiccano nella figura di Giuseppe Gaimari, lo sportivo livornese che da oltre dieci anni è impegnato in sfide ad alto contenuto tecnico extreme mettendo ogni volta alla prova i propri limiti fisici e psicologici.

Gaimari, eclettico e appassionato sciatore agonista e specializzato in freeride e viaggi in ski touring, è stato protagonista recentemente di importanti imprese come il Periplo in solitaria del Monte Bianco e il Tuscany Road 2018.

Mente e corpo sono gli elementi vincenti di questo atleta che fin da subito è riuscito ad appassionare il pubblico con le sue imprese, raccontando e rendendo partecipi le persone degli effetti più evocativi di questa professione unendo il grande contenuto tecnico/sportivo alla sua attitudine naturalistica maturata da guida escursionistica ed ambientale e collezionando molte esperienze internazionali.

Giuseppe Gaimari è l’incarnazione di chi fa della propria passione una professione, unendo il suo inarrestabile gusto per l’avventura alla passione per la natura.

Culmine del suo percorso atletico, anche se si prospettano grandi cose nel prossimo futuro, sicuramente la vittoria del prestigioso Tuscany Trail 2019, il primo evento bikepacking al mondo e uno fra i più popolari e frequentati. Un’avventura che sicuramente può sembrare folle per chi non coltiva questa passione ma il coronamento di un sogno per l’atleta livornese.

Gaimari è infatti riuscito a conquistare in sella alla sua bici, una Scott Addict CX RC Bike, un percorso estenuante di 540 km non stop con 10mila metri di dislivello con uno dei migliori tempi di sempre.

“Ho raggiunto questo traguardo dopo un lungo periodo di preparazione, che ho finalizzato in un periodo di preparazione in alta quota nel parco nazionale dello Stelvio e concentrandomi su alcune tecniche di respirazione orientale” – racconta soddisfatto Gaimari – “Tutto è avvenuto in un momento molto particolare della mia vita, ho perso mio padre nel periodo della preparazione. Devo a lui questo importante traguardo, ed a lui dedico questo successo.”

Parole forti e ricche di commozione e dalle quali si evince una profondità rara a dimostrazione di quanto l’avventura sia per Gaimari non solo una professione ma la vera essenza della sua vita.

Ma non finisce qui, questo importante traguardo è solo lo stimolo per puntare a traguardi ancora più importanti nella sua disciplina, Gaimari sarà infatti protagonista nella prestigiosa competizione internazionale “Italy Divide”, appuntamento fissato per il maggio 2020.

In questo momento, in vista di questa grande sfida, si trova infatti in sella della sua bicicletta in direzione Gran Sasso.
Giuseppe Gaimari è partito ieri dalla sua Livorno, cimentandosi in una nuova impresa, attraversando tutto il Chianti e la Val d’Orcia, toccando i borghi di Monteriggioni, San Gimignano, Volterra fino ad arrivare al Lago Trasimeno costeggiando tutta quella natura tanto cara all’atleta, impegnato anche in battaglie ambientaliste.
Questa mattina, nonostante le avverse condizioni metereologiche, ha proseguito in direzione L’Aquila arrivando poi a Campo Imperatore, alle pendici del Gran Sasso.

Da qui, l’ultima fase del viaggio, e anche la più impegnativa, che lo vedrà salirà domani a piedi sulle creste della montagna, arrivando a toccare la vetta del Gran Sasso.

Ancora una volta Gaimari tiene tutti con il fiato sospeso lanciando una nuova sfida Livorno-Gran Sasso: 450km in 60 ore.

Un’impresa extreme in solitaria, una sfida contro se stesso per dimostrare che di fronte alla passione, alle ambizioni e alla costanza non ci sono limiti in grado di abbatterci.