Pavoni: chiesta la convalida del sequestro al Gip, il Pm sequestra la femmina: dolo, o colpa?

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Sequestro del pavone, la richiesta di convalida è stata inoltrata dal pm della Procura di Lucca Elena Leone al Gip in tarda mattinata, dopo che Giacomo Puppo, il comandante delle guardie zoofile Kronos – che, lo ricordiamo, sono a tutti gli effetti agenti di polizia giudiziaria che operano con decreto prefettizio,  e che, in quanto tali,  nel caso ravvisino un rischio concreto per la salute di un animale, o maltrattamenti,  hanno facoltà di intervenire sequestrando –  ha consegnato al magistrato inquirente il verbale e un ricco dossier. Il pennuto, in attesa delle decisioni del Giudice per le Indagini Preliminari,  – che da codice ha tempo 48 ore per pronunciarsi – resta comunque all’Uovo di Colombo,  dove è stato sistemato ieri dopo il blitz al laghetto dei cigni in pineta di ponente e la querelle con il Comune a colpi di diffide e minacce di denuncia di appropriazione indebita, o furto, e ricettazione. 

Il Pubblico Ministero, di sua iniziativa, per presunte condotte colpose, o dolose, da parte di qualcuno, ha però chiesto il sequestro probatorio della pavona morta affogata per accertare tramite la Asl, nominando un veterinario, le cause del decesso e il taglio delle ali. Un fascicolo contro ignoti, per ora, con i maltramenti come reato ipotizzato.  Anche al pavone, dopo una fuga finita al Marco Polo dove fu ritrovato a vagare per le strade, furono accorciate le ali, come affermato da numerosi animalisti. La pavona, prima di morire, fu salvata da un annegamento grazie all’intervento dei titolari di un chiosco che la recuperarono, in extremis, con un retino. Avesse avuto le ali non tagliate si sarebbe salvata volando? Domande, queste, alle quali solo la magistratura, espletate le indagini necessarie, potrà dare risposte.

La Asl veterinaria, con le sue relazioni, dopo ben due sopralluoghi, pur trovando in buona salute i due pavoni, aveva specificato al Comune che i pavoni non sono uccelli acquatici e aveva suggerito alcune precauzioni, come una casina lontana dal laghetto, un abbeveratoio riparato da zanzare, piante specifiche per l’ossigenazione e una dieta vegetale speciale. Poi c’erano state le firme, oltre 700, da parte di cittadini e animalisti che chiedevano il trasferimento della coppia,  fino al tragico epilogo della morte della femmina, con il maschio che, rimasto solo, ha pianto per due giorni.


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