Paziente di 89 anni lasciato 30 ore su una barella senza mangiare

PRATO- Quasi trenta ore su una barella a 89 anni e con un’invalidità al 100%.. Il pronto soccorso è di nuovo in affanno. 

Persone anziane costrette a restare per un giorno e mezzo su una barella, senza la dovuta assistenza e con tutti i disagi del caso. «Non ci sono posti liberi», questo è quello che si sono sentiti ripetere per un giorno e una notte i familiari dell’anziana rimasta così tante ore in attesa di un letto.

«Non è ammissibile, è una vergogna. Se una persona di 89 anni viene lasciata per tutta la notte e il giorno successivo in barella, significa che qualcosa non funziona», dice la nipote. «Sono state ore difficili, la nonna si è scoraggiata e demoralizzata. Fisicamente è invalida al centro per cento, ma è lucidissima di mente e quell’attesa è stata a dir poco snervante».

La donna è arrivata in pronto soccorso alle 16 del lunedì pomeriggio accompagnata da un’ambulanza della Misericordia per un ricovero chiesto dal medico di famiglia. Una volta in pronto soccorso, la donna è stata sottoposta agli esami di routine e poi lasciata in attesa di un posto letto che non è arrivato fino alla sera alle 22 del martedì.

Quasi 30 ore passate su una barella senza cibo né assistenza: «Con grande fatica siamo riusciti ad entrare dalla nonna per portare quello di cui aveva necessità. Al magiare abbiamo pensato noi familiari e solo dopo un giorno e mezzo finalmente ci hanno detto che si era liberato un posto letto in geriatria. Non si può continuare a sopportare disagi del genere a discapito di persone che hanno 89 anni»