Il Pd pratese vota il nuovo segretario provinciale mentre si cerca l’unità tra area Schlein e riformisti. Furfaro indica Biffoni come candidato sindaco: “Ora mettere insieme le parti”.
Il Partito democratico di Prato entra nella fase decisiva della riorganizzazione dopo il commissariamento del Comune, scattato a seguito dell’inchiesta per corruzione che ha portato alle dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti. Con le elezioni amministrative anticipate di primavera alle porte, i Dem sono chiamati a ricompattarsi e a definire leadership e candidatura a sindaco.
Questa sera l’assemblea provinciale del Pd voterà il nuovo segretario, figura chiave per guidare il partito nel passaggio elettorale. Sullo sfondo resta il confronto tra l’area vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein, rappresentata a Prato dal deputato Marco Furfaro, e la componente riformista legata all’ex sindaco Matteo Biffoni, oggi consigliere regionale e forte di un ampio consenso elettorale.
A sbloccare il quadro è stato lo stesso Furfaro, che, in un’intervista a La Nazione, ha apertamente indicato Biffoni come candidato sindaco del centrosinistra: «Per quanto mi riguarda Matteo è il candidato sindaco di Prato. Ora però la responsabilità è più grande: bisogna mettere insieme le parti, non dividerle». Un segnale politico netto, arrivato dopo le voci di tensione tra i due emerse nei giorni scorsi.
Nonostante l’apertura sulla candidatura, restano nodi irrisolti sulla segreteria provinciale pro tempore. I vertici regionali del Pd sperano in una ricomposizione interna e puntano su un nome di garanzia dell’area schleiniana, che possa essere accettato anche dai riformisti. Dalla decisione di stasera dipenderà non solo l’assetto del partito, ma anche la capacità del Pd di presentarsi unito alle urne e tentare di confermare la guida del Comune di Prato.
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