Cinque adolescenti tra i 15 e i 17 anni sono stati denunciati ad Arezzo con l’accusa di atti persecutori e cyberbullismo nei confronti di un loro coetaneo, vittima per mesi di offese, minacce e violenze anche sui social network.
Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile della questura di Arezzo, coordinata dalla procura presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, il gruppo avrebbe preso di mira il ragazzo già dal 2025 con una sistematica campagna di insulti e diffamazioni sia a scuola che online.
Gli indagati avrebbero pubblicato contenuti offensivi su Instagram e nei gruppi WhatsApp, accusando falsamente il minore di fatti mai avvenuti e cercando di screditarlo davanti ai compagni. Una situazione che avrebbe generato un’ondata di insulti e minacce anche da parte di altri utenti del web, provocando nella vittima un forte stato d’ansia e prostrazione.
Le persecuzioni sarebbero poi sfociate in un’aggressione fisica avvenuta nel novembre 2025 nel centro storico di Arezzo. Il ragazzo sarebbe stato accerchiato e colpito con calci e pugni, mentre uno dei presenti filmava la scena con il cellulare. Il video sarebbe stato successivamente pubblicato su Instagram.
Determinante per le indagini è stata la segnalazione effettuata dalla madre della vittima tramite l’app YouPol, che ha consentito alla polizia di acquisire il filmato prima della sua rimozione dai social. Gli investigatori hanno inoltre ascoltato amici e conoscenti del ragazzo, raccogliendo ulteriori conferme sul clima di violenza e accanimento subito dal minore.
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