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Peste suina in Toscana: Monni denuncia carenze e ritardi

Peste suina, Toscana preoccupata: “Mancano personale e strumenti adeguati”

La peste suina africana preoccupa sempre più la Toscana. L’epidemia, secondo l’assessore alla salute Monia Monni, sta avanzando rapidamente e minaccia ormai anche i confini dell’Asl Centro, coinvolgendo aree come Massa e Lucca, dove sono già state rinvenute diverse carcasse di animali.
Monni ha espresso forte insoddisfazione per l’operato del commissario straordinario, sottolineando la mancanza di strumenti efficaci per contenere la diffusione del virus. “Stiamo lavorando con le sole risorse della sanità toscana – ha dichiarato – mentre le risorse disponibili a livello commissariale sono state impiegate per de-barrieramenti che, dove effettuati, si sono rivelati sostanzialmente inefficaci”.
Carenze di personale e tetto assunzionale
Un problema centrale è la carenza di veterinari e di personale specializzato. “Il tetto assunzionale non ci permette di assumere nuovo personale – spiega Monni – stiamo studiando strategie per aggirare il problema, ma il commissario non ci ha garantito la possibilità di innalzare il limite”.
L’assessore ha evidenziato la necessità di rafforzare le squadre operative con personale sanitario qualificato e dotazioni adeguate per il recupero delle carcasse, essenziale per evitare la diffusione del virus. “Stiamo parlando di territori impervi, come la Garfagnana e la Lunigiana – ha aggiunto – dove servono mezzi e attrezzature importanti. Al momento la lotta contro l’epidemia la stiamo facendo praticamente a mani nude”.

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