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Piancastagnaio, a rischio 56 posti nel magazzino “Acqua & Sapone”: incontro domani

Nuova vertenza occupazionale in provincia di Siena: a Piancastagnaio sono a rischio 56 lavoratori del magazzino Logimer Srl legato al marchio “Acqua & Sapone”. I sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil incontreranno l’azienda domani per chiedere garanzie sul futuro del sito.
La situazione emerge dopo la comunicazione di incorporazione, tramite fusione, delle società Logimer Srl e M.D.M. Srl da parte di Cesar S.p.A., gruppo che ha acquisito la maggioranza del brand, oggi diffuso in diciannove regioni insieme al marchio La Saponeria. Secondo quanto emerso nell’assemblea dei lavoratori, il piano potrebbe portare allo smantellamento del sito distributivo toscano di Casa del Corto.
“È sconcertante apprendere che l’ingresso di un grande investitore internazionale, detentore di Cesar S.p.A., che ha acquisito la maggioranza del brand ‘Acqua & Sapone’ (realtà fino a poco tempo fa frammentata tra diversi soci e oggi, insieme al marchio La Saponeria, presente in diciannove regioni) non porti sviluppo occupazionale, ma al contrario preveda lo smantellamento del sito distributivo toscano di Casa del Corto, a Piancastagnaio, alle pendici del Monte Amiata. Una scelta che mette a rischio il futuro di oltre 50 famiglie che da quel lavoro traggono la propria sussistenza”, dichiarano Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
Le ipotesi di ricollocazione prospettate dall’azienda sono ritenute dai sindacati insufficienti.
“Le ipotesi di ricollocazione prospettate nei punti vendita risultano, alla luce della conoscenza del territorio e della rete commerciale, del tutto inadeguate e prive di concretezza”, sottolineano le organizzazioni sindacali.ì
I lavoratori, riuniti in assemblea, hanno deciso di rendere pubblica la situazione e chiedere il coinvolgimento delle istituzioni.
“Dopo un iniziale momento di sgomento e incredulità, le maestranze hanno reagito con determinazione, dando mandato alle organizzazioni sindacali di rendere subito pubblica la gravità della situazione, di sensibilizzare l’opinione pubblica e di coinvolgere tutte le istituzioni affinché si attivino con urgenza per scongiurare la chiusura del sito”, spiegano i sindacati.
Al centro della richiesta, la revisione del piano industriale e la salvaguardia del presidio produttivo.
“È stata inoltre avanzata una richiesta chiara e ferma a Cesar S.p.A.: rivedere il piano industriale e garantire la continuità del magazzino di Piancastagnaio, presidio produttivo attivo da oltre 30 anni, che con professionalità, qualità e dedizione ha contribuito in modo determinante alla crescita e alla notorietà del marchio ‘Acqua & Sapone’ nell’Italia centrale”, aggiungono Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
I lavoratori si dicono pronti anche alla mobilitazione.
“Le lavoratrici e i lavoratori hanno ribadito con forza la propria volontà di difendere il posto di lavoro e il futuro del territorio: sono pronti a promuovere e sostenere ogni iniziativa di mobilitazione, nel rispetto della legalità, qualora l’Azienda dovesse proseguire nel proprio intento di chiusura”, proseguono le sigle sindacali.
L’incontro del 1° aprile sarà decisivo per verificare la disponibilità dell’azienda a cambiare strategia.
“In assenza di segnali concreti, la mobilitazione è destinata a crescere – vanno avanti i sindacati -. Le 56 famiglie direttamente coinvolte, insieme all’intero indotto locale che verrebbe duramente colpito, non sono disposte ad accettare una decisione che non nasce da una reale crisi aziendale (essendo il Gruppo in buona salute) ma da una logica di profitto spinta oltre ogni limite”.
Dopo il confronto, i lavoratori torneranno a riunirsi in assemblea.
“Dopo l’incontro del 1 aprile, le maestranze si riuniranno nuovamente in assemblea: con la speranza di un ripensamento, ma con la determinazione, forte e condivisa, di lottare fino in fondo per la difesa del proprio lavoro, della dignità e del futuro del territorio”, concludono i sindacati.


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