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Piano dei rifiuti in Porto, riunione in Capitaneria con Sea per delineare nuove metodologie di intervento

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VIAREGGIO – Si è tenuta in Capitaneria di porto una riunione, a cui hanno partecipato per Sea Ambiente il nuovo Amministratore Unico Sandro Bonaceto ed il Direttore della stessa Azienda, Massimiliano Bergamini, per la Capitaneria di porto il Comandante Capitano di Fregata Giovanni Calvelli ed il Capo Servizio Tecnico, Capitano di Corvetta Alessandro Sarro e per il Comune di Viareggio l’architetto Giovanni Mugnani. Collegato da remoto anche il Segretario generale dell’Autorità Portuale Regionale, Fabrizio Morelli

La riunione, fortemente voluta dal Comandante della Capitaneria, all’indomani di un articolo di stampa del 5 novembre scorso ove si paventavano per i diportisti nuove regole sui rifiuti e l’imposizione di non meglio precisati contratti di “ritiro rifiuti” che sarebbero stati imposti da SEA per la durata minima di un anno, ha avuto come apertura il punto di situazione sul redigendo Piano di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi e residui del carico, che, in ossequio ad una norma legislativa del 2003 (il D.Lgs. 182/03), per la cui ultimazione la Capitaneria di porto – anche sulla base delle indicazioni di competenza della regione (in assenza delle quali finora quella norma ha avuto ritardi di attuazione) – è in dirittura d’arrivo.

In particolare è stato possibile in sede di riunione, acquisire da SEA i dati ancora “grezzi” dei quantitativi di rifiuti solidi urbani o assimilati raccolti in ambito portuale nell’ultimo triennio, che insieme ai dati relativi alle altre tipologie di rifiuti (speciali e pericolosi, ad esempio le acque oleose di sentina, gli oli esausti o le acque di scarico delle navi e imbarcazioni), costituiranno le basi per le previsioni del prossimo triennio, sulle quali poi sarà “tarato” il Piano rifiuti, ormai completato nelle sue parti dispositive e mancante solo dei predetti dati previsionali. Inseriti questi e completato nella parte di disciplina, sarà poi inviato all’Autorità regionale che lo sottoporrà a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ed in esito a questa sarà quindi poi approvato dal Comandante del porto, in modo da consentire alla stessa autorità regionale di procedere alla gara per l’individuazione del soggetto gestore del servizio di raccolta rifiuti.

Ma la riunione ha avuto anche il pregio di fare chiarezza sulle notizie apparse giorni fa sulla stampa ove si parlava di nuove regole sui rifiuti e dell’imposizione di non meglio precisati contratti annuali di “ritiro rifiuti”. Gli accertamenti predisposti dalla Capitaneria in questi giorni volti a verificare la fondatezza di tali affermazioni in vista della riunione di ieri, ma anche i riscontri forniti da SEA in merito, hanno permesso di destituire di ogni fondamento tali notizie: i pochissimi contratti stipulati da SEA, nessuno dei quali di durata annuale ed aventi ad oggetto il noleggio in via “esclusiva” di raccoglitori di rifiuti solidi urbani o assimilabili, sono stati fatti tutti su richiesta di soggetti privati, talvolta imprese della cantieristica, altre volte concessionari di servizi di banchina, altre ancora singoli proprietari di imbarcazioni ai lavori. Da qui il forte risentimento di SEA nei confronti di quelle notizie, a cui ha fatto eco la volontà espressa dalla Capitaneria di porto di invitare pubblicamente chiunque fosse in possesso di informazioni diverse a presentarsi negli uffici della stessa Autorità marittima per essere sentito in merito.

Proprio a dimostrazione che il servizio offerto da SEA in porto, per conto sia dell’autorità portuale regionale che del Comune di Viareggio – nelle more che venga approvato definitivamente il Piano rifiuti e individuato, quindi, il nuovo gestore unico della raccolta rifiuti in ambito portuale – è gratuito in quanto al momento rientrante nel più generale servizio di raccolta rifiuti urbani, salvi solo quei pochissimi casi di utenti che hanno liberamente richiesto un servizio particolare in esclusiva, nel corso della riunione si sono poste le basi per addivenire nel breve termine ad un accordo multilaterale attraverso il quale si possa gestire questa fase transitoria.

Più in particolare, fermi restando gli obblighi al conferimento previsti dalle normative vigenti a carico delle unità di una certa stazza sia per quanto riguarda i rifiuti assimilabili a quelli urbani (garbage) che per le acque nere, le acque di sentina e gli oli esausti (sewage, bilge water ), per i quali l’autorità marittima richiede espressamente al comandante dell’unità in porto la certificazione dell’avvenuto conferimento a soggetto autorizzato al ritiro di quella particolare tipologia di rifiuto, su proposta della Capitaneria di porto, si è deciso di provare a coinvolgere sia i concessionari di banchine e pontili per l’ormeggio di unità da diporto, i Cantieri navali e le imprese di refitting concessionari di aree portuali e banchine per lavori, ma anche le imprese e le cooperative da pesca per incentivare i loro utenti, diportisti e pescatori, le cui unità sarebbero esonerate da quegli obblighi, ad un maggior conferimento dei rifiuti, attraverso apposito servizio offerto dagli stessi concessionari.

In tal modo, per le unità di qualunque dimensione ai lavori, come già avviene adesso, è lo stesso cantiere navale che certifica l’avvenuto ritiro dei rifiuti a bordo dell’unità, ovvero l’apposita ditta autorizzata al ritiro e trattamento delle acque nere e acque di sentina. Per le unità che, invece, sono in manutenzione presso banchine le banchine pubbliche ai lavori, e per le unità all’ormeggio in sosta presso i concessionari di posti barca, si tenterà – previo approfondimento da parte del Comune di Viareggio sulla possibilità pratica di far rientrare tale servizio nell’ambito delle vigenti disciplina di contabilizzazione fiscale del servizio – di coinvolgere gli stessi concessionari dei pontili e banchine per far in modo di agevolarli nell’invogliare i propri utenti diportisti ad un maggior conferimento ed evitare così sia il fenomeno dell’abbandono di rifiuti su aree portuali che, ancor più grave, la dispersione di rifiuti in mare.

L’incontro si è quindi concluso con l’impegno ad organizzare un’ulteriore riunione nella quale, acquisiti gli approfondimenti giuridici proposti dal Comune di Viareggio, si possa verificare la sussistenza dei presupposti per la stesura di un vero e proprio Protocollo d’intesa, aperto all’adesione dei suddetti concessionari, capace di affrontare l’attuale fase transitoria e dare maggiori garanzie di tutela dell’ambiente e del decoro anche delle banchine portuali.

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