Picchia e insulta la suocera: 44enne rinviata a giudizio

LUCCA – Offese, insulti e poi botte sempre più forti sull’anziana suocera. Una serie di episodi di violenza che hanno colpito non solo una donna, ma una pensionata di oltre 80 anni, impotente di fronte alle angherie della nuora 44enne che è stata rinviata a giudizio. A giugno prossimo, dovrà difendersi in aula dalle gravi accuse degli inquirenti cittadini: maltrattamenti e lesioni personali aggravate. Per l’accusa l’imputata sarebbe responsabile di una vera e propria escalation, di violenze fisiche e verbali, iniziata a giugno dello scorso anno e terminata con l’intervento delle forze dell’ordine a settembre dello stesso anno. Tre mesi d’inferno per la vittima di oltre 80 anni.

L’anziana donna, forse per paura o incapace in quella situazione di prostrazione e violenza anche fisica di reagire, subiva passivamente senza dire niente agli altri familiari ma nell’ultimo episodio i segni evidenti di violenza sul volto e sulle gambe non sono passati inosservati e hanno portato alla denuncia e poi alle indagini e all’iter giudiziario nei confronti dell’imputata. La 44enne subito dopo l’intervento dei carabinieri era stata allontanata, dal gip del Tribunale, dalla casa dove si trovava la vittima col divieto di avvicinarsi all’anziana mamma del suo convivente. Per gli inquirenti tutto era cominciato con piccole offese e battute, poi divenute insulti e umiliazioni fino alle botte vere e proprie. L’ottantenne, sempre per l’accusa, sarebbe stata colpita più volte nel tempo, e già in un paio di occasioni l’anziana donna era finita a terra provocandosi per fortuna solo piccole ferite e ecchimosi lievi, senza mai dire nulla.

Nel settembre scorso l’ultimo e decisivo episodio per le indagini. I familiari che fino a quel momento pare non si fossero accorti di nulla alla vista di quei grossi lividi sul corpo e sulle gambe, per i quali l’anziana signora provava anche forti dolori, hanno finalmente aperto gli occhi su ciò che stava succedendo in quella casa di un Comune della Piana avvisando i carabinieri. La fine dell’incubo per l’anziana donna che poi ha raccontato tutto alle forze dell’ordine, evidentemente rassicurata dall’allontanamento da casa dell’imputata. Il 28 giugno l’inizio del processo.