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Picchiato e ferito con l’acido, in carcere padre e figlio

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FIRENZE – Questa mattina all’alba i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Firenze nei confronti di due italiani, padre e figlio, ritenuti responsabili, in concorso, di lesioni personali aggravate, violenza privata, rapina ed estorsione.
I fatti risalgono alla mattina del 6 dicembre 2015. C.M., 49enne italiano residente a Prato, mentre si trovava nei pressi di un bar in zona Novoli in compagnia di un conoscente, venne improvvisamente aggredito da due individui i quali, dopo averlo violentemente colpito, oltre che con calci e pugni anche con un oggetto contundente ed un taglierino, gli gettarono addosso dell’acido. Dopo essere stato costretto con la forza a salire a bordo dell’auto di uno degli aggressori, il malcapitato continuò ad essere malmenato fino a quando, infine, non venne lasciato libero.
Alla violentissima scena assistettero alcuni passanti che chiamarono il 112. Una volta sul posto, le gazzelle dell’Arma trovarono inconfutabili tracce dell’aggressione, quali chiazze di sangue, una pistola scacciacani e finanche una protesi dentaria composta da 4 denti persa dalla vittima a causa dei colpi ricevuti al volto.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo, che sin da subito avevano avviato serrate indagini nel timore di un sequestro di persona dalle imprevedibili conseguenze, rintracciarono C.M. presso l’ospedale di Prato, ove questi si era recato per farsi medicare le numerose ferite riportate nel corso dell’aggressione. I sanitari gli riscontrarono lesioni in varie parti del corpo, in particolare al volto, nonché un’importante ustione alla coscia destra, dovuta all’azione dell’acido gettatogli addosso.
La vittima dichiarò agli investigatori che ad aggredirlo erano stati due sconosciuti, i quali gli avevano anche sottratto oltre 2.000 euro in contanti ed un orologio di valore. Il racconto non convinse del tutto gli inquirenti, che iniziarono ad indagare anche sul conto di C.M.. Grazie a scrupolose e prolungate indagini, che hanno tratto spunto dall’indicazione parziale della targa dell’autovettura utilizzata da uno degli aggressori, notata da un testimone, i Carabinieri sono riusciti ad identificare gli aggressori. Si tratta di SUNZERI Francesco, 66enne di origini siciliane da più di dieci anni residente in Toscana, e del figlio Gianfranco, 37enne titolare di un’autofficina, trasferitosi a Firenze da poco più di un anno. Immediatamente dopo l’aggressione SUNZERI Francesco era fuggito in Sicilia, per timore di essere subito individuato ed arrestato.
Il movente della cruenta aggressione è da individuarsi in un debito di 20.000 euro circa vantato da SUNZERI Francesco nei confronti della vittima; debito che, nonostante ripetute e insistenti sollecitazioni, C.M. non aveva onorato, cercando di evitare in ogni modo di farsi rintracciare dal suo creditore. Le risultanze investigative sono state comunicate alla Procura della Repubblica di Firenze che, concordando con gli operanti, ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I reati contestati ai due arrestati sono: lesioni personali aggravate, violenza privata, rapina aggravata ed estorsione (solo per il padre).
SUNZERI Gianfranco è stato rintracciato presso la sua abitazione, mentre il padre è stato localizzato ed arrestato in una villetta isolata della zona Calenzano, di proprietà di un soggetto la cui posizione è al vaglio degli inquirenti, ove si era rifugiato per sottrarsi alle ricerche dei Carabinieri

 

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