Pierburg ceduta al fondo Aequita: scatta la mobilitazione Fiom Cgil

Rheinmetall ha sottoscritto la vendita degli stabilimenti di Livorno e Lanciano senza definire le tutele occupazionali con i sindacati. Grandissima la rabbia e la preoccupazione dei sindacati, segretari Braccini (Fiom) e Francese (Cgil): “Le promesse non bastano, vincolare le commesse pubbliche”.

E’ stata formalizzata la cessione degli stabilimenti di Livorno e Lanciano al fondo d’investimento tedesco Aequita. Un atto che la Fiom-Cgil e la Cgil di Livorno hanno definito “un fatto estremamente grave sul piano delle relazioni industriali e del rispetto degli impegni assunti nei confronti delle istituzioni e dei lavoratori”.

Negli ultimi mesi si erano svolti numerosi tavoli di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). In quelle sedi, la multinazionale Rheinmetall aveva espresso la propria disponibilità a gestire il futuro dei siti produttivi italiani all’interno di un percorso istituzionale condiviso, finalizzato a stabilire preventivamente adeguate tutele per i dipendenti e per la tenuta industriale del marchio.

La firma dell’accordo, avvenuta invece in modo unilaterale e senza che tali clausole siano state rese vincolanti o concordate con i sindacati, rappresenta invece per i sindacati una decisione inaccettabile che svilisce e disattende il ruolo stesso del tavolo ministeriale.

La reazione delle maestranze non si è fatta attendere. Lo sciopero con presidio organizzato lo scorso 4 giugno davanti ai cancelli dello stabilimento Pierburg di Livorno ha registrato un’altissima partecipazione. I segretari generali provinciali Massimo Braccini (Fiom-Cgil) e Gianfranco Francese (Cgil) hanno tracciato la linea per le prossime settimane, chiedendo formalmente al Ministero due interventi immediati, ovvero l’apertura del tavolo ministeriale, a cui dovranno sedere sia Rheinmetall che Aequita, e condizionare l’erogazione delle commesse pubbliche destinate a Rheinmetall al reale rispetto dell’occupazione.

“Da oggi si apre una nuova fase di mobilitazione e iniziativa sindacale, strettamente coordinata tra i siti di Livorno e Lanciano – hanno spiegato Francese e Braccini -. Pretendiamo risposte e pretendiamo rispetto. Li aspettiamo al Mimit”.


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