La situazione alla Pierburg di Livorno si fa sempre più complicata, la denuncia della Fiom Cgil di Livorno e della Rsu: “Il colosso della difesa ignora il Mimit e calpesta i lavoratori”. Proclamata per oggi, 4 giugno 2026, l’astensione dal lavoro con un presidio davanti allo stabilimento.
La Fiom Cgil di Livorno e la Rsu Pierburg hanno diffuso la notizia che la multinazionale Rheinmetall stia procedendo in maniera del tutto autonoma e unilaterale alla vendita degli stabilimenti Pierburg di Livorno e Lanciano.
Secondo la denuncia delle sigle sindacali, l’azienda sta ignorando completamente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e gli impegni assunti in precedenza al tavolo istituzionale. Un comportamento giudicato “inaccettabile e gravissimo” dalle rappresentanze dei lavoratori.
Il sindacato ci tiene a ribadire con estrema chiarezza un elemento centrale: Rheinmetall non è un’azienda in crisi. Al contrario, si tratta di un colosso della difesa che genera miliardi di euro di utili, molti dei quali derivano proprio da commesse del Governo italiano finanziate con denaro pubblico.
Nonostante questa solida condizione finanziaria, la multinazionale ha scelto di cedere i propri stabilimenti italiani legati al settore civile/automotive. La preoccupazione dei lavoratori è legata soprattutto all’acquirente: la vendita sta avvenendo a favore di un fondo che gli stessi sindacati tedeschi definiscono esplicitamente come “speculativo”. Di fronte a questo scenario, le maestranze della Pierburg hanno espresso l’intenzione di non restare in silenzio.
Attraverso una nota ufficiale, la Fiom Cgil e la Rsu Pierburg hanno poi chiesto con forza un intervento immediato da parte del Governo italiano per bloccare la vendita unilaterale. In particolare viene richiesta la convocazione immediata di Rheinmetall al tavolo del Mimit: la sospensione di qualsiasi procedura di vendita; garanzie e tutele occupazionali per i lavoratori; ed infine l’affidamento delle commesse pubbliche statali verso Rheinmetall al reale rispetto degli impegni assunti in sede istituzionale.
“Basta con l’erogazione di risorse pubbliche a chi delocalizza, vende e ignora le organizzazioni sindacali e le istituzioni” hanno concluso le sigle.




