Il 14 settembre si terrà un passaggio decisivo per il futuro industriale della costa toscana. È stato infatti fissato per questa data il nuovo incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) dedicato alla vertenza aperta dopo la cessione della divisione Power Systems di Rheinmetall al fondo Aequita, un’operazione che coinvolge migliaia di lavoratori in Europa e tocca da vicino lo stabilimento Pierburg di Livorno.
A fare il punto sulla situazione è Massimo Braccini, Segretario Generale della Fiom Cgil Livorno, che denuncia la persistente assenza di garanzie vincolanti nonostante i frequenti confronti istituzionali svolti nei mesi scorsi.
La situazione all’interno del sito livornese resta estremamente complessa. Nonostante la proroga degli ammortizzatori sociali, infatti, la fabbrica soffre per la mancanza di carichi di lavoro e per l’assenza di certezze sulle linee produttive destinate allo stabilimento.
Particolare apprensione suscita inoltre il confronto con la Germania, dove risultano invece già sottoscritti accordi e strumenti di tutela per i lavoratori tedeschi, cosa completamente assente invece nei siti italiani.
“Il tavolo del 14 settembre dovrà rappresentare un momento di verità – ha pertanto dichiarato Braccini -. Servono interlocutori con un effettivo potere decisionale e la disponibilità ad assumere impegni verificabili sul futuro degli stabilimenti italiani. Non bastano dichiarazioni di intenti: occorrono garanzie su investimenti, produzioni, carichi di lavoro e occupazione”.
Sono principalmente due le richieste del sindacato. Per quanto riguarda Aequita (in quanto soggetto finanziario e non operatore industriale) la Cgil esige la presentazione di un piano industriale credibile con dettagli su volumi, prospettive e missioni produttive.
A Rheinmetall si richiede invece di farsi carico della fase di transizione garantendone i costi operativi fino alla stabilizzazione del nuovo assetto, evitando di scaricare i rischi d’impresa sulla forza lavoro.
Senza garanzie la Fiom Cgil conferma lo stato di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, con un possibile presidio davanti al Ministero proprio il 14 settembre.



