L’arte non ha confini, e la politica territoriale di Pietrasanta sembra volerlo ribadire con forza. La Giunta municipale ha dato ufficialmente il via libera a un ambizioso protocollo d’intesa con il Comune di Sarzana, siglando un patto che trasforma la vicinanza geografica in una vera e propria alleanza strategica. L’obiettivo è ambizioso: dare vita a un distretto creativo diffuso capace di unire l’eccellenza scultorea della “Piccola Atene” con il valore storico e la posizione baricentrica della città sarzanese, punto d’incontro naturale tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna.
Il supporto di Pietrasanta alla candidatura di Sarzana come Capitale italiana della cultura 2028 — seguendo l’esempio di quanto già fatto con Massa — non è solo un gesto di cortesia istituzionale, ma una visione a lungo termine. Come sottolineato dal sindaco e assessore alla cultura, Alberto Stefano Giovannetti, l’intenzione è quella di guardare oltre la singola scadenza concorsuale. Proprio come accaduto per il percorso legato alla Capitale dell’arte contemporanea, che ha lasciato in eredità progetti concreti come le future residenze d’artista al Cav, l’amministrazione intende costruire una rete di relazioni nazionali e internazionali solida, capace di generare valore a prescindere dagli esiti dei bandi.
Il nuovo accordo si inserisce in una cornice diplomatica ancora più ampia. Dal 2022, infatti, Pietrasanta è parte attiva del “patto mediterraneo” con Lerici e Mougins. L’ingresso di Sarzana, che vanta storici legami con Nizza, chiude il cerchio di un asse Toscana-Liguria-Costa Azzurra dedicato alla cultura, allo sport e all’alta cucina. L’idea è quella di un macro-distretto culturale che attragga un turismo internazionale di alto profilo, mettendo a sistema le peculiarità di ogni territorio coinvolto e creando un ponte diretto con la Francia.
Il protocollo, che avrà una durata di tre anni e non comporterà oneri finanziari diretti per gli enti, prevede una serie di azioni concrete che spaziano dalla co-progettazione di mostre diffuse alle residenze d’artista incrociate tra le due città. Non mancheranno nuovi format urbani pensati per valorizzare gli spazi pubblici in modo innovativo, oltre a iniziative legate al benessere e alle eccellenze enogastronomiche locali. Sul fronte dell’accoglienza, le amministrazioni punteranno su strategie di “undertourism” per decongestionare le aree più affollate e promuovere una fruizione del territorio più lenta, consapevole e distribuita nel tempo.
Per rendere l’intesa operativa e non solo formale, verrà istituito un tavolo permanente di coordinamento tra gli uffici Cultura, Turismo e Sport. Questo organo avrà il compito di condividere competenze tecniche e, soprattutto, di intercettare i finanziamenti europei destinati alla cooperazione transfrontaliera. L’ambizione finale è quella di trasformare questo patto in un modello di collaborazione stabile, capace di imporsi come riferimento nazionale per la gestione integrata dei beni culturali e turistici tra municipalità confinanti.
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