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Pietrasanta, tensione alla Allco: “Pronti alla causa per comportamento antisindacale”

Situazione decisamente tesa alla Allco di Pietrasanta dove i lavoratori sono in mobilitazione per il rinnovo del contratto integrativo e l’istituzione di un premio di risultato. La Allco in zona ha due stabilimenti, uno in via Pietra del Cardoso e uno in via degli Opifici distanti poche centinaia di metri l’uno dall’altro.

Stando a quanto denunciano i sindacati, tra i due stabilimenti ci sarebbe disparità di trattamento tra lavoratori. “Oltre alla chiusura dell’azienda sul piano economico – dicono dalla Fiom Cgil Lucca – emerge oggi una grave e ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dello stabilimento di Via degli Opifici, a poche centinaia di metri. La proprietà sta applicando ‘due pesi e due misure’. Mentre a Pietrasanta i lavoratori godono di condizioni e accordi integrativi già definiti, per lo stabilimento di Via Pietra del Cardoso l’azienda continua a negare ogni apertura sul premio di risultato, tra l’altro previsto dalla contrattazione nazionale”.

Per i sindacati si tratterebbe di una “discriminazione inaccettabile”. “Non è accettabile – proseguono – che esistano lavoratori di serie A e di serie B, è inaccettabile che nella stessa azienda a parità di impegno, si neghino a questi lavoratori gli stessi diritti e riconoscimenti economici concessi a poche centinaia di metri di distanza. Questa disparità non fa che alimentare un clima di profonda ingiustizia”.

I sindacati poi sostengono che “secondo le testimonianze raccolte, la proprietà nei giorni scorsi ha convocato i lavoratori singolarmente – attaccano – Durante questi colloqui, verrebbe fatto intendere che sarebbero possibili avanzamenti di carriera individuali in caso di interruzione dello sciopero, lasciando intendere, di contro, percorsi complicati per chi decide di continuare a difendere i propri diritti collettivi”.

Oltre a chiedere una parificazione dei trattamenti tra i lavoratori, i sindacati chiedono l’apertura di un tavolo e sottolineano che “La mobilitazione non si fermerà finché l’azienda non passerà dalle ‘pressioni nelle stanze chiuse’ a una trattativa trasparente e dignitosa sul tavolo negoziale”.

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