Lo spaccio nelle pinete di Viareggio è un ‘tasto dolente’ da molti anni. Nel corso del tempo sono state fatte più azioni da parte delle forze dell’ordine, compreso il blitz del maggio dell’anno scorso quando nella pineta di Ponente vennero sequestrati oltre un chilo di hashish e 400 grammi di cocaina smantellando una rete di spaccio.
“Le forze dell’ordine fanno un lavoro straordinario con le risorse che hanno — dichiara Alessandro Santini, consigliere comunale del gruppo misto — La polizia locale ha le stesse competenze investigative: può operare in borghese, coordinarsi, contribuire al contrasto strutturale dello spaccio. La pineta ha bisogno di maggiore attenzione da parte della politica, ha bisogno di maggiore attenzione addirittura proprio da chi gestisce la polizia municipale e dall’amministrazione comunale, che non può obbligare i vigili ad andare in certi posti ma può da dettare una linea politica al comando. Quello che serve è intervenire sulle pinete di Levante e Ponente con i mezzi appropriati, andare a cercare, scovare quelli che sono gli spacciatori che infestano la pineta, che impediscono ai cittadini di frequentare la pineta stessa. Abbiamo i mezzi, abbiamo le possibilità di intervenire”.
Santini poi torna sul servizio H24 da parte dei vigili, lanciato da Marialina Marcucci per il quale ha creato una lista a supporto.
“Abbiamo una legge che aiuta le polizie municipali cittadine a utilizzare i proventi delle multe per un tot di percentuale per essere investiti in quello che sono i materiali per vestiario, attrezzature – osserva Santini – per quello che sono il pagare il personale per gli orari straordinari, per l’H24 che deve essere assolutamente ripristinato in una città importante come Viareggio. Una città che ha bisogno di una presenza continua e soprattutto che si trova una pineta infestata da spacciatori che devono essere colpiti laddove arrivano perché sono spacciatori non stanziali, arrivano dalle province di Pisa, arrivano da Pontedera, arrivano da Firenze”.
Di conseguenza secondo il consigliere per il prossimo futuro della città ci vorrebbe “un’unità investigativa in borghese della polizia locale, coordinamento sistematico con Carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza, presidio intelligente della stazione ferroviaria come punto strategico di contrasto al traffico. E una rete moderna di videosorveglianza, agli accessi delle pinete, alla stazione, nei punti critici del territori, discreta ma capillare”.




